Brugherio: la sagra è indigesta, sul piatto è servita la diffida

Litigio sullo gnocco e diffide a Brugherio: sui manifesti della Sagra il patrocinio del Comune, che però era stato dato solo alla Festa della Lombardia.
Area Feste Brugherio
Area Feste Brugherio

Ci sono paesi che litigano su aeroporti, autostrade, energia nucleare. E poi c’è Brugherio, dove si rischia la crisi di giunta per uno gnocco fritto. Non metaforicamente: proprio lo gnocco fritto. Unto, fragrante, con la mortadella accanto e, adesso, pure accompagnato da una diffida legale che nemmeno nelle guerre commerciali tra Stati Uniti e Cina. La scena è surreale.

Brugherio: la sagra è indigesta, stessa area feste per due eventi

Stessa area feste, stessa data, stessa ora. Da una parte la “Festa della Lombardia”, manifestazione ufficiale, istituzionale, benedetta da patrocinio comunale, logo cittadino e tutti i timbri dell’universo burocratico. Dall’altra la “Sagra dello gnocco fritto”, che apparentemente avrebbe deciso di infilarsi nello stesso posto con la delicatezza di un camion parcheggiato in salotto.

Brugherio: la sagra è indigesta, la diffida del 21 maggio

Il risultato è che a Brugherio, invece di chiedersi se lo gnocco vada con il culatello o con lo squacquerone, ora si interrogano sulla Scia, sui regolamenti comunali e sulla corretta comunicazione a Regione Lombardia. Roba che neanche un convegno di commercialisti sotto ansiolitici.

La diffida del 21 maggio è già un piccolo capolavoro letterario. Un documento che riesce nell’impresa di trasformare un piatto tipicamente emiliano in una questione da cassazionisti. Dentro c’è di tutto: richiami normativi, contestazioni burocratiche, uso improprio del logo “Città di Brugherio” e persino il sospetto che il 23 maggio, nei documenti ufficiali, praticamente non esista. Una sagra quantistica: pubblicizzata ovunque ma invisibile nella modulistica.

E così lo gnocco fritto, da cibo popolare e rassicurante, si è trasformato improvvisamente in latitante amministrativo. Un ricercato della burocrazia locale. Probabilmente il primo caso nella storia italiana di farinaceo attenzionato da Polizia locale, Pro Loco, segretario generale, sindaco, vicesindaco e assessore al Commercio contemporaneamente. Mancava soltanto l’Interpol gastronomica.

rugherio: la sagra è indigesta per “utilizzo improprio del logo comunale”

La cosa meravigliosa è il tono drammatico dell’intera vicenda. Pare che nell’area feste non debbano friggere due pezzi di pasta, ma stia per consumarsi un golpe istituzionale. “Utilizzo improprio del logo comunale”: una frase che, letta così, sembra riguardare una truffa internazionale e invece finisce accanto a salamelle, birra media e tavolate di plastica bianca. A Brugherio lo gnocco è diventato materia da avvocati. La diffida invita a interrompere tutto. Stop alla promozione, stop alla manifestazione, rimozione immediata del logo. Una specie di Daspo gastronomico.

L'autore

Marco Pirola fu Arturo. Classe 1962, quando l’Inter vinse il suo ottavo scudetto. Giornalista professionista cresciuto a Il Giornale di Montanelli poi approdato su vari lidi di carta e non. Direttore del settimanale L’Esagono prima e di giornali “pirata” poi. Oggi naviga virtualmente nella “tranquillità” (si fa per dire…) dei mari del sud come direttore responsabile de Il Cittadino.