Monza: l’ex Feltrificio Scotti ha un nuovo piano di recupero

L'Ex Feltrificio di vialone Battisti e i Blocchi C e D che cambiano rispetto al progetto precedente, con la perdita dell'auditorium musicale.
Ex Feltrificio Scotti, la variante 2026
Ex Feltrificio Scotti, la variante 2026

Una nuova interpretazione degli spazi e dei volumi all’interno dell’ex Feltrificio Scotti di Monza, lungo vialone Battisti, con l’intenzione di richiamare la fisionomia dell’antica fabbrica dismessa coprotagonista dell’industria cittadina del cappello. E quindi strutture verticali, ora in metallo, con quei tetti a singolo spiovente che caratterizzavano un secolo fa e oltre gli opifici. Delimitando, all’interno, due nuove piazze, una delle quali con la vocazione a diventare un auditorium a cielo aperto.

Sono questi gli elementi fondamentali del progetto realizzato dallo studio Mario Cucinella architects di Bologna e altri per conto della proprietà, la Castello spa di Milano. La variante che include soprattutto il trasferimento dell’auditorium musicale vero e proprio (se verrà realizzato) nell’ex area Colombo al Rondò dei pini, alcune centinaia di metri più in là, è stata approvata nelle scorse settimane dal consiglio comunale di Monza ed è ora nella fase della raccolta di osservazioni prima del via libera definitivo. Mentre procede la costruzione del Blocco E, quello più ingombrante che affaccia direttamente sul vialone della Villa reale, interamente residenziale e non soggetto a variante rispetto al piano già approvato, le modifiche intervengono sul lato di via Donizetti, perpendicolare a Cesare Battisti.

Monza: l’ex Feltrificio Scotti e il Blocco E che richiama il passato

Il Blocco D “non supera in altezza la quota massima del Blocco E (15 mt contro i 17 mt del blocco E), così da mantenere un ordine gerarchico
e un sistema di rapporti equilibrato tra le fabbriche edilizie – si legge nella documentazione – Tuttavia, la quota effettiva di calpestio delle coperture per il Blocco D è prevista a 11.50 mt, così da distribuire i 3 piani fuori terra (piano terra commerciale + 2 piani residenziali) con interpiani utili a predisporre tutti gli impianti utili per le funzioni allocate. L’ingombro massimo dell’edificio è quindi svuotato al livello del piano delle coperture, che viene previsto come un sistema di giardini privati a servizio delle residenze. La sagoma del volume tripartito con falda singola è realizzato
attraverso l’utilizzo di strutture leggere che incorniciano il sistema di giardini e sostengono gli impianti fotovoltaici e solari utili al sostegno energetico dell’edificio”.

Monza: l’ex Feltrificio Scotti e il Blocco D commerciale

Ex Feltrificio Scotti, la variante 2026
Ex Feltrificio Scotti, la variante 2026

Alle spalle della L del Blocco D come pensato dal nuovo progetto esiste il Blocco C, più basso e con destinazione commerciale, che mantiene l’aspetto residuale del passato industriale e si appoggia su un lato corto su via Donizetti e la perimetrazione, sull’altro lato corto crea un corridoio di passaggio tra le due piazze che si verrano a creare – quella più strettamente civica e quella più ampia alle spalle dell’ex Casa delle aste, che da piani è destinata a ospitare la scuola musicale della Fondazione Appiani: i lato lungo dell’edificio D sarà così una quinta rispetto alle spalle dell’ex Casa da recuperare come edificio vincolato dalle Soprintendenza.

Monza: l’ex Feltrificio Scotti e le due piazze complementari

Una parte significativa della riorganizzazione delle opere interviene in questo ambito, con interventi a carico del privato che prevedono tra l’altro la realizzazione di “due aree parcheggio sulla via Scarlatti per un totale di 25 posti auto di cui uno riservato ai portatori di disabilità; un piazzale pedonale su via Scarlatti di ingresso agli edifici residenziali del Blocco E1, E2 ed E3 (sempre quelli già in costruzione, ndr); una nuova piazza pubblica nell’area che il piano vigente riservava alla realizzazione dell’auditorium; una connessione ciclopedonale di collegamento tra vialone Battisti e via Scarlatti; un parcheggio riservato ai portatori di disabilità su Cesare Battisti; una piazzetta pedonale con accesso da via Donizetti, dalla piazza ex auditorium e dal percorso ciclopedonale; una porzione adibita a verde pubblico che cinge il percorso ciclo pedonale”.

La piazza ex auditorium è appunto quella subito dietro l’ex Casa delle aste e sarà particolarmente libera, circoscritta “da 5 alberi di prima grandezza
caduci, che concorreranno a definire un ambiente dal comfort termico piacevole alle diverse ore del giorno e nelle diverse stagioni. A caratterizzare il grande spazio circolare è stata prevista una fontana a raso, che definirà con giochi d’acqua il bordo occidentale della piazza
“. L’obiettivo è di fatto trasformare uno spazio destinato a un edificio per la musica a uno spazio aperto con analoghe funzioni, almeno nelle stagioni che lo concedono. Al centro “la fontana dal carattere informale” che è “pensata sia come arredo della piazza pubblica ma anche come strumento di mitigazione climatica. La grande piazza circolare, in occasione dei concerti e spettacoli organizzati dalla scuola di musica, assolverà il ruolo di platea. L’ampio spazio potrà essere riorganizzato con arredi removibili e si presterà ad accogliere gli auditori degli spettacoli”.

Monza: l’ex Feltrificio Scotti e piazzetta Donizetti

La seconda piazza è già chiamata dal piano “piazzetta Donizetti” ed è immaginata come “uno spazio molto intimo e semplice nell’organizzazione. Al centro della piazzetta sono previste due aree verdi regolari caratterizzate dalla presenza di alberature di seconda grandezza e piante tappezzanti“. Accessi dal sottopasso dell’edificio D e dal corridoio di cui si è detto, ma anche da via Donizetti, là dove il muro di cinta è considerato “troppo danneggiato per ipotizzarne un recupero”.

Altri spazi pubblici sono quelli della piazzetta della ciminiera come accesso al Blocco E (ancora una volta, quello in costruzione e visibile da vialone Battisti). Un’isola pedonale “tra i due parcheggi pubblici in superficie su via Scarlatti che servono 25 posti auto”.

Monza: l’ex Feltrificio Scotti e il lavoro con la Soprintendenza

Ex Feltrificio Scotti, la variante 2026
Ex Feltrificio Scotti, la variante 2026

Gli interventi, scrivono i progettisti a proposito degli spazi pubblici, nascono “da un articolato processo di confronto e co-progettazione sviluppato con la Sovrintendenza, l’amministrazione comunale di Monza e la Fondazione De Ponti, ente gestore della vicina scuola di musica. La progettazione è stata accompagnata da numerosi incontri propedeutici che hanno orientato le scelte spaziali, formali e funzionali del sistema delle piazze, con l’obiettivo di garantire una piena integrazione paesaggistica e un’elevata qualità d’uso dello spazio pubblico“.

Le premesse sono state appunto le due piazze distinte ma complementari, una “maggiore, di forma circolare, situata in corrispondenza dell’ex auditorium, pensata come spazio flessibile e scenico a servizio delle attività culturali e musicali promosse dalla scuola di musica” e una seconda “trapezoidale su via Donizetti, di scala più contenuta e con funzione di spazio di relazione per il quartiere, in connessione con le attività commerciali e le residenze circostanti”. E ancora: “In coerenza con le indicazioni della Sovrintendenza, entrambe le piazze sono state progettate senza l’inserimento di arredi urbani fissi, in particolare sedute, per assicurare la massima flessibilità d’uso degli spazi pubblici. La piazza circolare si configura come luogo privilegiato per l’accoglienza di eventi musicali e spettacoli all’aperto, mentre la piazza su via Donizetti, anch’essa lasciata libera da elementi permanenti, sarà caratterizzata dalla presenza di caratteristiche piante multitronco, come condiviso in sede di confronto, a rafforzare la qualità urbana e ambientale del luogo”.

L'autore

È la redazione del Cittadino, uno e tutti: garantisce il flusso costante delle notizie. Senza fermarsi.