Tutela operatori sanitari: 109 chiamate dagli ospedali di Monza e Brianza nel 2025

Nella Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari i numeri del 2025 del sistema di pulsanti anti-aggressione nei Pronto Soccorso.
Infermieri ospedalieri
Infermieri ospedalieri

Nel 2025  il sistema di pulsanti anti-aggressione nei Pronto Soccorso, collegati direttamente con le Forze dell’ordine, in Lombardia è stato attivato complessivamente 497 volte, con 297 interventi della Polizia di Stato e 200 dei Carabinieri: Milano con 320 casi e Monza e Brianza con 109 hanno gli ospedali in cui si sono registrati più casi, poi Lecco (57) e Como (11).

Sono i numeri presentati in occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari, che ricorre il 12 marzo, dai dati elaborati e raccolti per la prima volta con un sistema centralizzato dall’Agenzia di Controllo del Sistema Sociosanitario Lombardo (ACSS) e dalla Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia per la segnalazione di questi eventi.

Nel 2025 il numero di operatori degli enti pubblici che hanno subito un’aggressione è stato pari a 4.826, con un calo del 15,2% rispetto ai 5.690 del 2024. A Monza e Brianza il dato sale dalle 64 dell’anno passato.

Tutela operatori sanitari: infermieri e aggressioni verbali, i numeri della Lombardia

Nei dati generali gli infermieri restano la categoria professionale più colpita e rappresentano il 56% delle segnalazioni, i medici costituiscono il 18%, mentre il 26% è rappresentata da altre figure professionali. Circa il 74% degli episodi è di natura verbale, mentre circa un’aggressione su quattro è fisica.

Nella maggior parte dei casi l’aggressore è l’utente stesso (oltre il 70%), seguito dai parenti del paziente (circa il 26%). Gli episodi si verificano prevalentemente nei giorni feriali (oltre l’86%) e nelle fasce orarie di maggiore affluenza, con la mattina che concentra circa il 42% degli eventi, seguita dalla sera/notte (circa 29%) e dal pomeriggio (29%).

Dal punto di vista dei luoghi, le aggressioni si registrano soprattutto nelle aree di degenza (il 45,7%) e nei Pronto Soccorso (il 27,5%), seguite dagli ambulatori (7,5%), dalle aree comuni delle strutture sanitarie (6,7%), e durante il servizio di emergenza-urgenza territoriale del 118 Areu (3,8%).

Tutela operatori sanitari: «La sicurezza di chi lavora negli ospedali è una priorità»

«I dati – ha dichiarato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolasoevidenziano un calo delle aggressioni e questo è un segnale positivo ma la sicurezza di chi lavora nei nostri ospedali resta una priorità assoluta. Per questo continuiamo a investire nella prevenzione e consideriamo fondamentale la collaborazione con le Forze dell’ordine, di cui riteniamo preziosa sia la presenza fisica in Pronto Soccorso sia le attivazioni in ‘pronto intervento’, rese possibili anche grazie alla presenza sempre maggiore di sistemi di allertamento rapido che permettono interventi tempestivi nei momenti di criticità. Proteggere medici, infermieri e operatori sanitari significa tutelare l’intero sistema sanitario e garantire cure in un ambiente più sicuro per tutti. È questa la strada giusta».

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