I Dpcm sono illegittimi. Posso violare le restrizioni dunque? Attenzione
L'autodichiarazione per gli spostamenti in Lombardia

I Dpcm sono illegittimi. Posso violare le restrizioni dunque? Attenzione

Un quesito balzato alla ribalta delle cronache dopo la decisione del Tribunale di Reggio Emilia. Attenzione anche al provvedimento del governo Draghi che ha assunto la forma del Decreto Legge. Risponde l’avvocato Reno Grillo del Foro di Monza.

Egregio avvocato, ho letto su un giornale che un giudice ha annullato le multe fatte in base ai Dpcm del Governo Conte perché illegittimi.
Dunque posso violare anche adesso le norme sugli spostamenti?

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Egregio signore, come correttamente da Lei indicato, è stata recentemente resa nota una decisione del 27 gennaio 2021, che farà certamente discutere, con la quale il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Emilia ha dichiarato illegittime le limitazioni imposte dai Dpcm susseguitisi nel periodo dell’emergenza Covid.

In realtà la decisione ha affrontato il tema solo in via incidentale in quanto il Giudice era chiamato ad esprimersi sull’ammissibilità di una richiesta di emissione di decreto penale di condanna per il reato di falso ideologico ex art.483 c.p. avanzata dal Pubblico Ministero nei confronti di due persone che, nella ormai nota autocertificazione, avevano attestato falsamente di essersi allontanate dall’abitazione, in violazione dell’obbligo imposto dal Dpcm dell’8/3/2020 e successive integrazioni, per eseguire esami clinici.

Il G.I.P., invece di emettere decreto penale di condanna, ha pronunciato una sentenza di proscioglimento in ragione del fatto che l’obbligo di compilare l’autocertificazione (imposto dal D.P.C.M. dell’8.3.2020), presupposto della violazione contestata deve ritenersi illegittimo, così come tutti i DPCM successivi, nella parte in cui vietavano “ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, ovvero spostamenti per motivi di salute”.

Secondo il giudice un siffatto divieto generale di spostamento al di fuori della propria abitazione, con limitate e specifiche eccezioni, configura un vero e proprio obbligo di permanenza domiciliare, da considerarsi al pari di una sanzione restrittiva della libertà personale.

Poiché l’articolo 13 della carta costituzionale stabilisce che: “Le misure restrittive della libertà personale possono essere adottate solo per atto motivato dall’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge”, il giudice ha dunque sostenuto che un Dpcm, trattandosi di fonte meramente regolamentare di rango secondario e non già di un atto normativo avente forza di legge, non può disporre alcuna limitazione della libertà personale ed è dunque da ritenersi illegittimo.

Già nei mesi scorsi varie voci si erano espresse in tal senso e in particolare, sebbene sia passato quasi sotto silenzio, il Giudice di Pace di Frosinone (che aveva così annullato una sanzione per violazione del lockdown).

La sentenza di cui sopra tuttavia non comporta di per sé che tutte le violazioni irrogate per le violazioni dei vari Dpcm susseguitisi siano automaticamente illegittime.

La decisione del GIP di Reggio Emilia si applica solamente alla vicenda dallo stesso decisa e non ha una efficacia valida in termini assoluti; al più potrà costituire un precedente a sostegno della tesi dell’illegittimità dei Dpcm da far valere in altri giudizi.

Inoltre deve evidenziarsi che l’ultimo decreto emesso dal Governo Draghi, emanato in data 12 marzo 2021, ha assunto la forma del Decreto Legge e come tale, a differenza del Dpcm, questo atto ha “forza di legge”.

Avv. Reno Grillo *

* Iscritto all’ordine degli Avvocati di Monza a far data dal 2007. Nato e cresciuto a Monza, ha frequentato il liceo classico e si è poi laureato presso l’università Statale di Milano Bicocca. Iscritto alle liste del Patrocinio a spese dello Stato, si occupa di diritto civile in genere ed in particolare di diritto di famiglia


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