Inizio 2014 da incubo per il lavoro

Già 700 richieste ai patronati

Inizio 2014 da incubo per il lavoro  Già 700 richieste  ai patronati

Piovono licenziamenti in Brianza nei primi giorni del 2014, anno che dovrebbe registrare i primi sintomi di una ripresa disperatamente invocata. Qui, intanto, quella che era la Silicon Valley nostrana perde i pezzi. E lo dicono i numeri e le richieste di aiuto ai patronati: già 700.

Piovono licenziamenti in Brianza nei primi giorni del 2014, anno che dovrebbe registrare i primi sintomi di una ripresa disperatamente invocata. Lo ha detto anche il presidente Usa Barack Obama, che ha promesso “un anno di azione”. Qui, intanto, quella che era la Silicon Valley nostrana perde i pezzi.

E lo dicono i numeri.

L’ultimo è il caso Electrolux, che ha investito Solaro e tutta Italia. Ma la Micron Semiconductor è intenzionata ad avviare la procedura di mobilità per 420 persone: 223 ad Agrate Brianza. A Vimercate, Alcatel Lucent sacrificherà 586 posti italiani su un totale di 1.900 persone. Circa 400 addetti sono in Brianza. A Villasanta sono 212 i dipendenti Carrier interessati dalla procedura di mobilità dopo che l’azienda ha annunciato l’intenzione di chiudere a giugno.

E anche i numeri registrati dai patronati per le richieste di sostegno al reddito sono in crescita. Sono già 714 i brianzoli che si sono rivolti agli uffici dei sindacati dopo avere perso il posto. Al patronato Inas della Cisl Monza Brianza Lecco, nei primi 10 giorni del 2014, sono arrivate 182 richieste di assegno sociale per l’impiego (l’ex indennità di disoccupazione, introdotto dalla riforma Monti-Fornero) e di mini Aspi (basata su requisiti ridotti). A queste vanno aggiunte 58 richieste di mobilitàm, un ammortizzatore sociale assicurato nel caso di licenziamento collettivo in imprese con più di 15 addetti.

Nello stesso periodo del 2103, l’Inas brianzola aveva ritirato 152 richieste di aspi e miniaspi e 44 richieste di mobilità

I dati sono in crescita pure all’Inca Cgil: qui, nello stesso periodo del nuovo anno, le domande di aspi, miniaspi e mobilità sono state rispettivamente 317, 15 e 112. Rispetto agli stessi giorni dell’anno precedente, sono aumentate le richieste di Aspi (da 288) e mini Aspi (5). In calo, al contrario, le mobilità, allora già arrivate a quota 163.

Nel solo 2012 l’Inca Cgil brianzola ha elaborato 2.528 pratiche relative agli ammortizzatori sociali. Il 65.98% riguardava la disoccupazione ordinaria, cioè la futura aspi. All’Uilca Uil, infine, si è passati da 25 a 30 richieste di sostegno al reddito.

E le richieste sono così elevate da creare un ingorgo informatico. Un problema che causa ovviamente disagio agli utenti.

«I disoccupati – precisa Lorenzo Rossi, funzionario Inca Cgil Brianza – devono anche fare i conti con la pessima informazione e la lenta burocrazia italiana. Spesso riceviamo disoccupati che, malgrado abbiano già interpellato diversi uffici, arrivano qui sprovvisti delle informazioni utili. Da poco tempo, comunque, per le domande di Aspi e mini Aspi non è più necessaria l’iscrizione ai centri per l’impiego. Peccato che a saperlo siano ancora pochi lavoratori».


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