Bellusco, partita la raccolta fondi straordinaria per la famiglia dell’operaio morto sul lavoro
Bellusco - Ditta Zincol

Bellusco, partita la raccolta fondi straordinaria per la famiglia dell’operaio morto sul lavoro

È partita la raccolta fondi straordinaria a sostegno dei familiari dell’operaio di 44 anni morto il 29 febbraio, precipitando in un forno da una quindicina di metri d’altezza alla Zincol di Bellusco.

È ripresa martedì l’attività alla Zincol Lombarda di Bellusco ed è partita anche la raccolta fondi straordinaria a sostegno dei familiari di Saliou Diouf, l’operaio di 44 anni morto lo scorso 29 febbraio precipitando in un forno da una quindicina di metri d’altezza.

Bellusco, Saliou Diouf

Bellusco, Saliou Diouf
(Foto by Fabrizio Radaelli)

È partita, su iniziativa della Rsu della Zincol Lombarda e di altre Rsu di aziende metalmeccaniche brianzole.

Lunedì mattina l’attività s’era fermata nell’azienda metalmeccanica («una quarantina di dipendenti e mai un infortunio sul lavoro» precisa Pietro Occhiuto, segretario generale della Fiom Cgil Monza Brianza) per un’assemblea dei lavoratori e il lancio dell’iniziativa.

Per agevolare la raccolta di fondi è stato aperto dalla Rsu della Zincol Lombarda un conto corrente bancario intestato al delegato Rsu Gennaro D’Andrea presso la Banca Unicredit, codice IBAN IT96O 02008 32974 001575418849, e chiunque volesse partecipare alla raccolta fondi può fare un bonifico scrivendo nella causale “Donazione a favore dei familiari di Saliou Diouf”.

“Siamo ancora scossi di quanto è avvenuto sabato scorso – dice Gennaro D’Andrea, delegato sindacale della Rsu della Zincol – e la migliore risposta che adesso possiamo dare in memoria di Saliou è quella di stare vicini alla sua famiglia, alla moglie e ai suoi quattro figli. Tutti noi colleghi di Saliou doniamo alla sua famiglia una nostra giornata di retribuzione. Siamo sicuri che anche altri lavoratori di altre aziende sapranno fare, nel limite delle loro possibilità, altrettanto”.

Presto sarà convocata un’assemblea del personale, l’azienda ha messo a disposizione dei colleghi di lavoro una èquipe di psicologi e provvederà a pagare il rientro in Senegal della salma del lavoratore.

“Di fronte a questa immensa disgrazia – afferma Pietro Occhiuto, segretario generale della Fiom Cgil Brianza – rincuora il fatto che si sia messa in moto immediatamente la solidarietà delle lavoratrici e dei lavoratori. Il grande cuore operaio fa quadrato attorno alla famiglia di Saliou che oggi ha un forte bisogno di vicinanza”.

Si tratta dalla prima vittima sul lavoro in Brianza, nel 2020, ma, come ha sottolineato Giulio Fossati, segretario della Cgil Monza Brianza, «uno è già troppo. Un rischio non valutato correttamente, un movimento sbagliato, un automatismo di troppo dettato dalle nostre abitudini ti strappano per sempre da quella corsa per la conquista della quotidianità e la felicità. Dobbiamo agire tutti insieme per fare in modo che questi eventi non si ripetano più, ognuno deve fare la sua parte, datori di lavoro, lavoratori, enti ispettivi e la scuola».

Secondo gli ultimi dati raccolti dall’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) le denunce di infortunio sono state nel 2018 circa 1.800 in meno rispetto al 2017, su un totale di 645mila casi. Aumentano però gli infortuni che hanno portato alla morte: sono stati 1.218 nel 2018, in aumento del 6% rispetto all’anno precedente. Un anno fa, a fine febbraio, la Brianza fu funestata da tre morti sul lavoro (a Desio, Meda e Lentate sul Seveso) in un giorno e mezzo in un bilancio tragico salito a sette vittime in sei mesi.


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