Autotrasportatori Confartigianato, da Monza l’altolà al governo Conte: «O arrivano risposte, o siamo pronti al fermo»
Gli autotrasportatori di Confartigianato sono pronti al fermo

Autotrasportatori Confartigianato, da Monza l’altolà al governo Conte: «O arrivano risposte, o siamo pronti al fermo»

Gli autostrasportatori di Confartigianato sono pronti a protestare contro le decisioni del governo Conte. Il residente nazionale della categoria Genedani è intervenuto in un convegno a Monza: «Chiediamo innanzitutto regole certe.

Pronti al fermo se non saremo ascoltati»

«Gli autotrasportatori di Confartigianato sono pronti al fermo se anche la prossima settimana non arriveranno risposte convincenti dal Governo alle nostre richieste». Così ha dichiarato Amedeo Genedani, presidente nazionale di Confartigianato Trasporti in occasione del suo intervento al convegno “Il futuro dell’autotrasporto lombardo tra innovazione e nuove sfide ambientali”, che si è svolto sabato 16 novembre presso la sede di Confartigianato Apa Milano Monza e Brianza.

«Quello che chiediamo al ministro dei Trasporti - afferma il presidente Genedani - non sono solo soldi, ma prima di tutto regole: regole indispensabili a mantenere la competitività e la dignità della nostra professione, che erano in via di approvazione con lo scorso Governo e crediamo sia corretto vengano ora approvate: mi riferisco in particolare alla ripubblicazione dei costi di esercizio, non più come obbligo ma come indispensabile riferimento di mercato; a tempi di pagamento validi per l’intera filiera, dal committente al trasportatore, che altrimenti risulta sempre penalizzato; al perfezionamento della normativa sulle revisioni ai privati, per consentire di viaggiare più in sicurezza. Infine chiediamo il mantenimento sui fondi per il recupero delle accise anche sull’Euro 3 per il 2020, affiancate da un fondo di rotazione progressivo per cambiare i veicoli».

Attendiamo martedì 18 novembre, data a cui sono state rimandate le decisioni del Governo in merito, per vedere se le promesse fatte nell’ultimo incontro avuto col ministro saranno mantenute. Chiediamo semplicemente il rispetto della competitività, regolarità e dignità del nostro comparto: vogliamo solo essere messi nelle condizioni di poter lavorare», ha concluso Genedani.


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