Triuggio, la stessa tomba vandalizzata per la quinta volta in tre anni: «Ma perchè ce l’hanno con noi?»
La tomba vandalizzata

Triuggio, la stessa tomba vandalizzata per la quinta volta in tre anni: «Ma perchè ce l’hanno con noi?»

Triuggio: non c’è pace per la tomba dei genitori di Silvano e Marino Motta

“Accanto alla tomba dei nostri genitori non ci sono analoghi sfregi - osserva Silvano -. Si vede che è una cosa mirata e noi pensiamo che sia mirata verso di noi, più che verso i nostri genitori”.

Vandalizzata, per la quinta volta nel giro di 3 anni. Non c’è pace per la tomba dei genitori di Silvano e Marino Motta, che lunedì si sono ritrovati davanti agli occhi, di nuovo, l’amara sorpresa. La foto di mamma e papà staccata dal basamento della tomba a terra, il vaso per i fiori falciato, il porta lumini strappato.

Come nella trama ormai ridondante di una storia che ritorna, gli empi danni nel luogo sacro vengono messi a segno su una sola sepoltura, nell’ultimo vialetto del camposanto di Triuggio. “Accanto alla tomba dei nostri genitori non ci sono analoghi sfregi - osserva Silvano -. Si vede che è una cosa mirata e noi pensiamo che sia mirata verso di noi, più che verso i nostri genitori”. Il padre dei due fratelli è infatti morto nei primi anni Settanta, la madre nel 2001. Mentre “gli episodi sono iniziati nel 2017. Ce ne sono stati 3 dal settembre al novembre 2017. Poi uno nel maggio 2018. Abbiamo avuto per un po’ tregua, pensavamo fosse finita”. Non è stato così.

“Ci piacerebbe sapere chi è stato ed eventualmente chi è l’eventuale mandante - prosegue Silvano a nome di entrambi i fratelli -. E vorremmo sapere il motivo” di un simile accanimento. Perché “non abbiamo mai litigato con nessuno. Non riusciamo proprio a capire chi potrebbe avercela con noi e per quale motivo”. Stempera anche i toni, come “con gli amici del bar con cui ci diciamo che a meno che non sia stato un extraterrestre, qualche colpevole deve esserci. Speriamo che le denunce servano a qualcosa”. Per la quarta volta, i fratelli hanno sporto denuncia contro ignoti; per uno dei 5 episodi, i danni erano stati minimi e non era scattata la segnalazione ufficiale alle forze dell’ordine. “Siamo stati dai carabinieri di Biassono. Ma segnalazione è stata fatta anche al Comune e alla Polizia locale”.

L’ultimo atto profanatorio, secondo la ricostruzione dei familiari, dovrebbe essere stato messo a segno nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 ottobre. I 2 figli dei coniugi la cui sepoltura è stata reiteratamente danneggiata visitano quotidianamente la tomba dei propri cari e hanno notato i danni lunedì mattina.

Al sindaco Pietro Cicardi, i fratelli avrebbero chiesto tempo fa l’installazione di telecamere. Che “per un certo periodo sono state installate, ma non è successo nulla in quei mesi e ora sono state rimosse”.

Oltre al danno morale, ce n’è anche uno di carattere economico. I due fratelli sarebbero in attesa di capire se dal Comune ci sia qualche copertura assicurativa dei danni.


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