Scatta la Fase 3, riaprono i confini  delle regioni: cosa si può fare in Lombardia dal 3 giugno (e cosa è ancora vietato)
Monza dopo le chiusure per l’emergenza (Foto by Fabrizio Radaelli)

Scatta la Fase 3, riaprono i confini delle regioni: cosa si può fare in Lombardia dal 3 giugno (e cosa è ancora vietato)

Mercoledì 3 giugno. È il giorno in cui si riaprono i confini delle regioni, Lombardia compresa, e si entra nella Fase 3, quella che chiede di tenere sempre alta la guardia ma allenta decisamente le restrizioni. Cosa si può tornare a fare e cosa rimane vietato: sempre obbligatoria la mascherina, sempre vietati gli assembramenti.

Mercoledì 3 giugno, la data forse più attesa dall’inizio dell’emergenza coronavirus. È il giorno in cui si riaprono i confini delle regioni, Lombardia compresa, e si entra nella Fase 3, quella che chiede di tenere sempre alta la guardia ma allenta decisamente le restrizioni. Non si annullano del tutto i divieti, ma per esempio non sarà più necessario avere con sé l’autocertificazione per spostarsi anche per altri motivi che per lavoro, salute o assoluta necessità. E chi è rimasto bloccato per il lockdown potrà ricongiungersi alla famiglia.

In Lombardia resta l’obbligo su tutto il territorio regionale di portare la mascherina (o altri indumenti utili a coprire le vie respiratorie) anche all’aperto. Lo ha confermato la nuova ordinanza del presidente della Regione Attilio Fontana, valida dall’1 al 14 giugno.
Prorogata e sempre obbligatoria anche la misurazione della temperatura per il datore di lavoro e per i dipendenti e la stessa misura continua a valere anche per i clienti dei ristoranti. Permane, infine, il blocco delle slot machines nei locali pubblici.

«C’è un governo, ci sono degli indicatori raccolti a livello nazionale, lavoriamo tutti insieme. Io dico che ci vuole ancora prudenza per capire se siamo in una fase nuova e diversa oppure no - ha detto l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera - per fare una valutazione complessiva su quella che è la diffusione dei contagi dopo nel riaperture della fase 2 la data cardinale è l’8 giugno».

In Lombardia, più tardi di una settimana rispetto al resto d’Italia, hanno cominciato a riaprire da lunedì 1 giugno palestre, piscine, circoli culturali e ricreativi. L’attività fisica all’aperto è consentita nel rispetto delle misure di distanziamento di 2 metri previste dal Dpcm vigente.
L’affollamento in vasca è calcolato in 7 metri quadrati di superficie d’acqua a persona, mentre nelle aree solarium ogni ombrellone deve avere 10 mq di spazio; nelle palestre, durante l’attività fisica si dovrà tenere la distanza di due metri.
Via libera anche all’accesso nei parchi tematici e di divertimento, oltre che nei parchi faunistici. Tutte queste attività devono rispettare le ’linee guida’ approvate dalla Conferenza delle Regioni.
È previsto dal 15 giugno l’inizio dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza (dai 3 ai 17 anni), come centri estivi e oratori. Alla stessa stessa data potranno ripartire anche i cinema e le attività di teatri, arene e spettacoli in genere, fatta salva la possibilità di svolgere le prove in assenza di pubblico già a partire dal 1 giugno, sempre nel rispetto di quanto previsto delle regole delle ’linee guida’ interregionali.

Cosa non si può ancora fare? Non si può togliere la mascherina nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto. E in Lombardia, come detto, neanche all’aperto in presenza di altre persone.

L’arrivo della Fase 3 non prevede allentamenti per quanto riguarda i contatti fisici: restano le norme previste del Dpcm in vigore che prevede l’obbligo del distanziamento sociale a un metro. Quindi ancora niente baci e niente abbracci.
E di conseguenza niente assembramenti, che restano vietati su tutto il territorio nazionale.

Rimane obbligatoria la quarantena per chi presenti sintomi o sia positivo al tampoe: non può uscire di casa chi ha una infezione respiratoria con febbre superiore ai 37,5 gradi.

Restano “sorvegliati speciali” i luoghi delle città più frequentati per la presenza di bar e ristoranti e rimane l’obbligo di consumare ai tavoli entro una certa ora.

Cinema e teatri non riapriranno come prima: dovranno garantire il rispetto della distanza di almeno un metro sia per gli artisti sia per il personale sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1.000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Previsto anche il divieto del consumo e della vendita di cibo e bevande in occasione degli eventi e durante gli spettacoli.


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