Monza: cerca di filmare le compagne nei bagni della scuola, intervengono i prof e arriva la polizia
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Monza: cerca di filmare le compagne nei bagni della scuola, intervengono i prof e arriva la polizia

È successo in una scuola di Monza: un ragazzo ha cercato di filmare le compagne nei bagni, loro se ne sono accorte e hanno avvertito la dirigenza. Intervento di professori e polizia.

Un fatto spinoso al collegio San Giuseppe di Monza. Nonostante il lavoro di consapevolezza sull’uso improprio dei cellulari che da anni viene attivato, la scorsa settimana uno studente delle superiori ha cercato di utilizzare il suo telefono per riprendere le compagne mentre erano nei servizi dell’istituto.

L’intervento immediato del rettore e dei docenti ha evitato il peggio, chiamando subito anche le forze dell’ordine che hanno sequestrato il telefono.

«Ci siamo attivati subito - commenta don Paolo Fumagalli, rettore del collegio - sono state le stesse ragazze ad accorgersi e me lo hanno comunicato. Abbiamo chiamato immediatamente le forze dell’ordine che sono intervenute, parlando anche con tutti ragazzi, non solo con l’autore della bravata. Il nostro compito adesso è di accompagnare questo ragazzo in un percorso di consapevolezza, dovrà prendere coscienza del suo gesto, nello stesso tempo lavoreremo con tutti gli studenti sull’importanza delle parole, delle azioni e dei gesti che fanno senza ragionare. Sarà un’occasione di maturazione e di crescita per tutti, questo è il nostro compito adesso».

Un lavoro diffuso che è già iniziato e, in queste settimane di avvento le riflessioni su cui si lavorerà prenderanno spunto dal “Manifesto delle parole ostili” una carta che elenca i dieci principi di stile e di comportamento di chi naviga in rete, un impegno di responsabilità condivisa.

«Saremo presenti su più fronti - continua il rettore - far capire lo sbaglio di quest’alunno, anche in collaborazione con lo psicologo che già è presente a scuola, responsabilizzare tutti richiamando il valore delle parole e dei gesti. Purtroppo, nonostante sulla pericolosità dei social e dei gesti irresponsabili si lavori da anni, occorre riparlarne sempre. La scuola è un ambiente sereno, i ragazzi devono ragionare sulle loro azioni».


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