Si è dato come traguardo il 6 febbraio: con la cerimonia di apertura dei Giochi di Milano Cortina 2026, Matteo Morandi torna sul castello degli anelli, autentico esame di maturità per un ginnasta. E vince. Come a Londra 2012, come è stato per tanti anni di carriera ad altissimi livelli: un bronzo olimpico (in tre partecipazioni) e quattro mondiali, due ori europei (uno juniores), podi di vari colori in Coppa del Mondo, alle Universiadi, ai Giochi del Mediterraneo. E i titoli in Italia (cinque assoluti).
Olimpiadi: Matteo Morandi di nuovo sugli anelli, la sfida della croce dieci anni dopo
Classe ’81, il vimercatese si è lanciato la nuova sfida: dopo dieci anni tornare a eseguire una “croce”. Ovvero quella posizione che, con le gambe tese nel vuoto, vede le braccia aperte in linea con le spalle. Tanta forza, tantissima tecnica. Il risultato è stato ottimo.
«Ho approfittato di un cambiamento importante per mettermi alla prova. E l’appuntamento con le Olimpiadi mi ha dato una spinta. A giugno mi sono congedato dall’Aeronautica e sono tornato a tempo pieno in palestra: così, anche per migliorare la preparazione nel confronto con atleti e sportivi che alleno, sono tornato a sfidare gli anelli. Quando gareggiavo mi allenavo coi compagni 6-7 ore al giorno, adesso diciamo che ho qualche anno in più sulle articolazioni».
Olimpiadi: Matteo Morandi di nuovo sugli anelli, il video della croce
Scherza divertito, ma non troppo: la preparazione è durata settimane e i passaggi sono documentati sui social. Per tornare a mostrare, come fa anche Jury Chechi, che chi è stato un ginnasta difficilmente smetterà di esserlo. Il risultato è andato online.
“C’erano dubbi. Poco tempo – ha scritto lui – Qualche acciacco. Un corpo che chiede più ascolto. La verità è comunque semplice: quando la volontà è chiara, il resto si allinea. Non è nostalgia. È rispetto per il lavoro, per il gesto, per quello che sono. La croce non perdona, ma in cuor mio sapevo non avrebbe tradito“.
Olimpiadi: Matteo Morandi di nuovo sugli anelli, il nuovo capitolo
Per Matteo Morandi, dopo vent’anni in Aeronautica, si è aperto un nuovo capitolo. Già allenatore alla Casati Arcore, dove lui stesso aveva mosso i primi passi nel mondo della ginnastica, la ginnastica torna a essere il suo impegno principale: come lo era da atleta, ora lo sarà da formatore.
«Mi sto dando da fare e questa sfida mi ha aiutato anche a mettere a punto la forma: in palestra con i giovani ginnasti o i partecipanti alla masterclass la teoria è ottima ma poi serve la pratica».