Provincia al rinnovo del consiglio, centrodestra verso l’anatra zoppa?

Domenica 24 maggio i sindaci e i consiglieri comunali alle urne per il consiglio provinciale. Cosa succede, come ci arriva la Brianza e chi deve votare.
Sede Provincia MB
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Domenica 24 maggio i sindaci e i consiglieri comunali brianzoli torneranno alle urne per eleggere il consiglio provinciale: a poco più di due anni dalla tornata del marzo 2024 gli equilibri politici potrebbero cambiare in seguito alle consultazioni amministrative che si sono tenute da allora e il centrosinistra, che anche questa volta si presenterà unito nell’aggregazione Brianza Rete Comune, potrebbe strappare al centrodestra la maggioranza o, quantomeno, riportare l’assemblea in equilibrio.

Provincia al rinnovo del consiglio, il centrosinistra

I responsabili dello schieramento sono al lavoro per completare la lista in cui confluiranno esponenti dei partiti della coalizione, primo tra tutti il Pd, e di formazioni civiche: l’elenco dei candidati dovrebbe comprendere alcuni uscenti, tra cui il capogruppo Vincenzo Di Paolo, la monzese Paola Bernasconi, il concorezzese Francesco Facciuto, e qualche volto nuovo. Non dovrebbe, invece, essere della partita l’ex sindaca di Lissone Concettina Monguzzi.

Provincia al rinnovo del consiglio, il centrodestra

Il centrodestra, prima di ragionare sui nominativi, dovrà decidere se schierare una sola lista, come ha fatto nel 2024, o se correre diviso con i simboli di partito. Due anni fa l’unità ha consentito alla coalizione di superare il centrosinistra compattando le preferenze: le formazioni si sono poi separate in quattro gruppi in aula, dove i consiglieri rappresentano i partiti di appartenenza.

«Mi auguro che il centrodestra formi una sola lista in modo da avere maggiore forza – afferma il presidente Luca Santambrogio i numeri sono molto vicini alla parità» e il risultato dipenderà anche dalla campagna elettorale che i candidati metteranno in campo e dalla loro capacità di conquistare voti tra gli amministratori locali.

Provincia al rinnovo del consiglio, le elezioni spiegate dal presidente Santambrogio (che scadrà nel 2027)

L’avvicendamento non riguarderà il presidente che, a differenza del consiglio che viene rinnovato ogni due anni, rimane in carica quattro anni: lui, in ogni caso, decadrà nella primavera del 2027 quando terminerà il suo secondo mandato da sindaco di Meda e non potrà più essere confermato. A quel punto la guida della Brianza passerà al suo vice che traghetterà l’ente alle elezioni che dovrebbero tenersi nell’autunno del prossimo anno.

«Anche per questa volta la consultazione non coinvolgerà i cittadini – commenta Santambrogio e i consiglieri uscenti non saranno giudicati sulla base del loro operato: con il voto ponderato l’elezione sarà decisa sulla base di calcoli matematici. Eppure un paio di anni fa la riforma delle province sembrava molto vicina. Pareva, perlomeno, a portata di mano una revisione che potesse ridare agli enti di area vasta il ruolo di collegamento tra le regioni e i comuni: in più occasioni, oltretutto, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sollecitato il Governo e il Parlamento a intervenire. Ora, con la guerra e la crisi energetica, non è certo il momento per pensare a un provvedimento del genere».