L’addio a Umberto Bossi, il ricordo di Lazzate: amico di Cesarino Monti, al suo fianco per i “concorsi padani”

Lazzate piange Umberto Bossi, amico del feudo delle Groane e di Cesarino Monti che qui è stato la Lega Nord.
Libro su Cesarino Monti
Libro su Cesarino Monti

Più di un leader di partito, ma ispiratore di un movimento politico e di un’era che vivono dal 1993. Lazzate piange Umberto Bossi, amico del feudo delle Groane e di Cesarino Monti che qui è stato la Lega Nord. Per undici anni, fino alla scomparsa nel 2012, alla guida del Comune. E poi con il testimone a Loredana Pizzi e ad Andrea Monti, figlio di Cesarino.

Umberto Bossi – morto il 19 marzo a 84 anni – era stato più volte a Lazzate, in varie occasioni, sia politiche che di festa, fino alla presenza in prima fila nel giorno del suo funerale.

L’addio a Umberto Bossi, il ricordo di Lazzate: il corteo del 1999 per i “concorsi padani”

Ma la serata lazzatese di Bossi di cui si parlò in tutta Italia fu quella del 27 luglio 1999 – ricorda una nota del Comune – quando, accanto a Cesarino Monti, si mise alla guida di un corteo di 10mila persone, arrivate da tutta la Lombardia e non solo, per difendere il sindaco che era stato sospeso dal prefetto, per avere disobbedito all’ordine di cancellare il concorso pubblico per due posti di lavoro in Comune in cui si attribuiva un punteggio maggiore per la residenza in paese. Una reazione di popolo mai vista prima, che costrinse il prefetto, tramite il Ministro dell’Interno ad un clamoroso “dietrofront” lasciando intatto l’esito di quelli che vennero ribattezzati i ‘concorsi padani’“.

L’addio a Umberto Bossi, il ricordo di Lazzate: «Ci ha insegnato il coraggio»

«Ci ha insegnato il coraggio – lo ha ricordato Andrea Montici ha insegnato a mettere in pratica lo spirito di Carlo Cattaneo, quello che vedeva il Comune come una famiglia, una famiglia che se necessario doveva combattere per difende le proprie ragioni. Lui e Cesarino avevano in comune proprio il coraggio nell’affrontare ogni avversario a viso aperto, in modo duro ma sempre leale. Non con l’inganno, non con la palude, sempre con la spada della politica. Piangiamo la scomparsa di un gigante della politica del ‘900, un uomo del popolo per il popolo. Ci ha insegnato a fare politica con la canottiera, perché è così che si difende la propria gente, la propria comunità, la propria famiglia, la libertà. Ciao Umberto, un onore essere stato al tuo fianco. Grazie per quello che ci hai insegnato e per l’esempio che darai alle generazioni future».

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