L’addio a Umberto Bossi, funerali domenica a Pontida: il cordoglio di leghisti e alleati

I funerali di Umberto Bossi saranno domenica 22 marzo a Pontida. Continuano intanto il cordoglio e le dimostrazioni di affetto di leghisti e alleati.
Umberto Bossi e Marco Mariani (davanti a Roberto Formigoni) - foto di Marco Mariani su Facebook
Umberto Bossi e Marco Mariani (davanti a Roberto Formigoni) – foto di Marco Mariani su Facebook

I funerali di Umberto Bossi saranno domenica 22 marzo alle 12 a Pontida, sede dei rituali raduni e dei comizi coi fazzoletti verdi e le parole forti. Lo ha comunicato la famiglia nella volontà di condividere l’ultimo saluto “con la Lega e il popolo della Padania“.

Continuano intanto il cordoglio e le dimostrazioni di affetto di leghisti e alleati.

L’addio a Umberto Bossi: Dante Cattaneo

«Il mio primo incontro col Bossi risale al 1992-1993, attraverso il “tubo catodico” – scrive l’ex sindaco di Ceriano Laghetto, Dante Cattaneoricordo che ero appena un bambino ma non mi perdevo uno spezzone di telegiornale, un articolo di quotidiano (rubato al mio papà) e nemmeno i vari libri di saggistica che parlavano del fenomeno leghista (alcuni in modo quasi benevolo, molti altri in modo dispregiativo) che trovavo in casa e che “da autodidatta” divoravo con voracità. E più ne parlavano male, più cresceva in me la simpatia verso di lui. Ma non mi bastava, volevo un incontro di persona: dovetti aspettare qualche anno, sul finire degli anni ’90 (…) Ricordo però che ero venuto a sapere che era in programma il comizio del Senatùr presso la festa della Lega in quel di Uboldo (Va). Quella sera presi la mia bicicletta e ci andai (di nascosto) con il mio fraterno amico Giovanni. Non ho ricordi nitidi di quella calda sera d’estate, ricordo però la lunga coda dopo il comizio per avere l’autografo dal Bossi che dopo il comizio se ne stava lì con gli iconici occhiali a goccia e l’immancabile sigaro. Non conservo fotografie di quell’incontro (non era ancora il tempo di smartphone e di selfie), ma quella grande emozione me la ricorderò per tutta la vita. Penso che senza di lui, non mi sarei mai appassionato alla Politica».

L’addio a Umberto Bossi: Attilio Fontana

«L’Umberto. Il Capo – ha commentato il presidente della Regione Attilio Fontana, già sindaco leghista di Varese – Questa notizia mi da un dolore grande e mi riempie di tristezza. Ci ha lasciato un uomo che ha dedicato tutta la vita alla politica, che ha cambiato la storia d’Italia, che ha saputo anticipare i tempi e dare voce a milioni di persone che si sentivano lontane dalla politica. La voce del Nord. Ha portato valori autentici, veri: il territorio, la comunità, l’identità. Valori che non muoiono con lui, perché restano vivi in chi ha creduto — e continua a credere — in ciò che ha costruito e sempre creduto. Grazie, Umberto. Per tutto quello che hai dato a questa terra. Un paio di anni fa, quando ho deciso di insignirti della Rosa Camuna, la più alta onorificenza della Regione Lombardia, qualcuno mi criticò, mi chiese se ne ero proprio convinto. Parole che non hanno in alcun modo scalfito la mia determinazione di premiare e soprattutto ringraziare chi, come te, ha sempre amato e tenuto alto i valori e la storia della nostra Lombardia. Un abbraccio forte a tutta la famiglia del caro e grande Umberto. La Lombardia non ti dimenticherà mai».

L’addio a Umberto Bossi: Marco Mariani

«Grande uomo, grande politico, coraggioso nel dire cose che nessuno, 40 anni fa, aveva il coraggio di affermare – è il ricordo di Marco Mariani, sindaco a Monza per la Lega nel 1995 e di nuovo nel 2007 – Carattere duro, spigoloso ed arrembante; uomo amante della sua terra, che voleva libera e autonoma. Uomo capace di visioni e prospettive proattive e ampie, anche europee. Come dimenticare serate fino a tarda notte per sentire le sue strategie politiche che illustrava con passione vera e profonda … non un “quaquaraquà” qualsiasi o un “signorsì” come tanti, ma un guerriero deciso e senza peli sulla lingua. Cinema e teatri pieni che cantavano il Va’ pensiero … un “pensiero stupendo” che ha radunato nel 1996, lungo le rive del Po, più di un milione di persone. Grazie, Umberto…senza di te, senza i tuoi attributi e il tuo “celodurismo”, nessuno di noi avrebbe ricoperto i ruoli che ha avuto, né a livello locale né nazionale. La tua malattia è stata una disgrazia per te e per la tua famiglia, ma un’enorme disgrazia politica per il nostro Movimento. Grazie ancora e un ideale abbraccio da parte mia e da tutti quelli che ti hanno stimato e ti hanno voluto bene. Sarai sempre il nostro solo “Capo” e il tuo ricordo sarà comunque trascinante nel futuro della Lega, certi, comunque, che come te non avremo mai più nessuno. Ciao, Umberto! a presto… ci vediamo a Pontida per continuare a sognare!».

L’addio a Umberto Bossi: Fratelli d’Italia

«La morte di Umberto Bossi rappresenta un momento di profondo cordoglio per la politica italiana e per la Lombardia – ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Christian GaravagliaAl capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Alessandro Corbetta, e a tutti i consiglieri della Lega, esprimo la mia vicinanza  e quella di tutto il gruppo FDI in questo momento di lutto. Bossi è stato un protagonista indiscusso della vita politica del nostro Paese, capace di interpretare istanze territoriali e di segnare un’epoca. Al di là delle appartenenze politiche rimane e rimarrà il riconoscimento per un uomo che ha contribuito in modo determinante al dibattito istituzionale e alla costruzione di un rapporto nuovo tra territori e Stato». Anche il coordinatore regionale lombardo di Fratelli d’Italia, Carlo Maccari, esprime il proprio cordoglio: «A nome di Fratelli d’Italia Lombardia rivolgo le più sentite condoglianze al segretario regionale della Lega Lombarda, Massimiliano Romeo, e a tutta la comunità leghista. La figura di Umberto Bossi ha segnato la storia politica, lasciando un’impronta che va riconosciuta con rispetto».

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