I candidati di Fratelli d’Italia alle elezioni provinciali di domenica 24 maggio

Tutti i retroscena della composizione della Lista. Mattia Costanza fa un passo indietro per ordine di partito
Monza Sede Provincia
Monza Sede Provincia Fabrizio Radaelli

In Brianza la politica ha sempre avuto il gusto del dramma familiare, ma questa volta Fratelli d’Italia ha superato sé stessa, trasformando la lista per le elezioni provinciali del 24 maggio in una puntata di “Il Trono di Spade – versione rotonda di Monza e Brianza”. I nomi ufficiali, almeno quelli rimasti dopo il passaggio della centrifuga romana, sono cinque: Valeria Marinelli (Biassono), Laura Nuzzolese (Ornago), Claudio Rebosio (Limbiate), Emanuel Villa (Roncello) e Gaetano Vincenzi (Cesano Maderno). Cinque candidati, cinque destini e almeno dieci correnti interne che li sostengono, li ostacolano o semplicemente li ignorano.

Elezioni provinciali Monza e Brianza: i candidati di Fratelli d’Italia

Ma la vera notizia non è chi c’è. È chi non c’è più. Perché nelle ore calde della composizione delle liste, da Roma è arrivata una telefonata che ha avuto l’effetto di una gelata artica su una riunione di partito già di per sé poco tropicale. Giovanni Donzelli, uomo di fiducia nazionale del partito, ha contattato Federico Romani, definito con garbo bipartisan “il ras di Fratelli d’Italia in Brianza”, per comunicargli un piccolo dettaglio logistico. Nella lista, il nome di Mattia Costanza era diventato improvvisamente troppo ingombrante. Un invito, più che una richiesta. Di quelli che si fanno senza alzare troppo la voce, ma con una chiarezza tale da non lasciare spazio a interpretazioni creative. Il messaggio è stato recepito. E in tempi record si è attivata la macchina interna: papà Paolo Romani e Mario Mantovani, nomi che da soli evocano più congressi che una biblioteca nazionale, hanno fatto sapere che sì, forse, meglio evitare attriti inutili proprio ora . Un periodo che richiede serenità, armonia.

Elezioni provinciali di Monza e Brianza, passo indietro di Mattia Costanza

A quel punto, Mattia Costanza ha compreso lo spirito del momento storico e ha fatto un passo indietro. Un passo elegante, silenzioso, quasi coreografico. Più simile a una ritirata strategica che a una rinuncia. Nel frattempo, però, il vuoto lasciato dal suo nome ha immediatamente acceso la fantasia politica brianzola. Perché se un nome viene cancellato, in Brianza non scompare: semplicemente si trasforma in domanda. E la domanda, ormai, è diventata un mantra da corridoio: perché Mattia Costanza è così scomodo? C’è chi parla di equilibri interni troppo vivaci. Chi di simpatie sbagliate nel momento giusto. Chi, più pragmaticamente, sostiene che in politica non esistano persone scomode, solo sedie già assegnate. O forse solamente il cognome che porta?

Intanto, mentre le correnti si contano, si incrociano e si smentiscono con la rapidità di un meteo di aprile.

Resta quindi una lista ufficiale, una lista ufficiosa e una lista mentale che ognuno in Brianza aggiorna a seconda della corrente interna a cui appartiene quel giorno. E soprattutto resta lui, Mattia Costanza, il nome che non c’è più ma che continua a occupare più spazio di quelli che sono rimasti. Perché in politica, si sa, non è importante esserci. È importante capire perché, a volte, è meglio non esserci proprio nel momento giusto.

L'autore

Marco Pirola fu Arturo. Classe 1962, quando l’Inter vinse il suo ottavo scudetto. Giornalista professionista cresciuto a Il Giornale di Montanelli poi approdato su vari lidi di carta e non. Direttore del settimanale L’Esagono prima e di giornali “pirata” poi. Oggi naviga virtualmente nella “tranquillità” (si fa per dire…) dei mari del sud come direttore responsabile de Il Cittadino.