Monza, vicini all’accordo per gli esuberi Adidas: uscite volontarie e nuove posizioni per ridurre l’impatto sull’occupazione

Nuovo incontro tra l’azienda e i sindacati, l’intesa sembra in dirittura di arrivo. La multinazionale tedesca aveva annunciato a 31 tagli: ci sono 20 persone disposte a lasciare il lavoro con un incentivo. E nella riorganizzazione interna si sono aperte 8 nuove posizioni
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Adidas Fabrizio Radaelli

Esuberi, sì, ma anche personale disponibile a lasciare volontariamente il posto con un incentivo e nuove posizioni che si aprono in virtù della riorganizzazione del lavoro. La vertenza per i tagli italiani di Adidas assomiglia a un puzzle, con tante tessere che devono essere pazientemente messe una vicina all’altra per comporre il disegno completo. Tessere che sembrano destinate a finire al posto giusto, visto che la speranza di neutralizzare gli effetti dei 31 esuberi dichiarati tra Monza (21) e Roma (10) si sta concretizzando.

Mercoledì sindacati e azienda si sono incontrati per l’ennesima volta per fare il punto della situazione e degli strumenti messi in campo per cercare di ridurre l’impatto occupazionale dell’ennesima delocalizzazione, in Portogallo, di alcune funzioni prima appannaggio della sede monzese di via Monte San Primo. I tagli dichiarati sono 31, ma tra questi ci sono 5 dirigenti: il piano della multinazionale tedesca degli articoli sportivi prevede, tra l’altro, che la sede italiana non abbia più un amministratore delegato proprio, perdendo autonomia.

Tra i 26 lavoratori rimasti ci sono 13 persone che hanno dato la loro disponibilità a una uscita volontaria dall’azienda (incentivata). Si tratta di lavoratori che facevano parte del perimetro individuato dall’azienda per i tagli. Oltre a loro altre 7 persone, esterne al gruppo degli esuberi, sarebbero disposte, sempre volontariamente, a lasciare l’azienda. Ma c’è di più: il piano Adidas non nasce da una situazione di crisi ma dallo spostamento di servizi messi in capo a sedi estere. E questo comporta una riorganizzazione del lavoro, nell’ambito della quale si sono create 8 nuove posizioni, che sono state già assegnate.

A queste se ne aggiungono altre che costituiscono un’ulteriore opportunità di ricollocazione interna. Posizioni per assegnare le quali l’azienda sta svolgendo dei colloqui per valutare le persone che si sono candidate ai nuovi ruoli. Un puzzle, appunto, difficile da comporre, la cui ultimazione potrebbe essere in dirittura d’arrivo: l’accordo, insomma, pare vicino. Domani dovrebbe esserci un ulteriore incontro con le rappresentanze sindacali per fare il bilancio del lavoro di selezione per assegnare le nuove posizioni e la settimana prossima si potrebbe arrivare a un’intesa da sottoporre poi al Ministero del Lavoro. «Il percorso -dice Matteo Moretti, segretario generale della Filcams Cgil Monza Brianza- grazie alle uscite volontarie e privilegiando le ricollocazioni interne dei lavoratori sta procedendo nel rispetto degli obiettivi di neutralizzazione delle perdite occupazionali». Se tutto andrà come sembra, insomma, gli esuberi annunciati dall’azienda non avranno l’impatto che si temeva inizialmente.

Resta in prospettiva il tema del futuro della sede monzese. Quello su cui si sta trattando adesso è il terzo taglio di personale dal 2018 in poi, tanto più grave alla luce della perdita di autonomia della struttura. Per evitare altre situazioni del genere i sindacati, durante un’audizione in IV commissione Attività produttive, avevano chiesto alla Regione di farsi parte attiva per creare le condizioni adeguate a consolidare la presenza di Adidas. «Incontreremo l’azienda – aveva dichiarato l’assessore di Regione Lombardia con delega al lavoro Melania Rizzoli- La Lombardia, e in particolare la Brianza, è un territorio attrattivo sia dal punto di vista occupazionale e delle professionalità espresse che dal punto di vista industriale. Riteniamo che Adidas possa e debba quindi valorizzare il quartier generale di Monza». Conclusa la trattativa sugli esuberi deve partire questa fase.