Muggiò, lo sport che batte la fibrosi e vince il Lido di Venezia

Alla Mostra del cinema anche il brevissimo documentario con protagonista Alessandro Gattafoni e la battaglia, sportiva, contro la malattia.
Alessandro Gattafoni a Venezia
Alessandro Gattafoni a Venezia

Un’altra storia vera “made in Brianza” sarà fatta conoscere al grande pubblico all’Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia, nella cornice della 82esima Mostra internazionale d’arte cinematografica della città lagunare.

Lunedì primo settembre alle 10 sarà proiettato “True Spirit – Un racconto di coraggio, ricerca e speranza”, un cortometraggio di soli tre minuti promosso da Lifc – Lega italiana fibrosi cistica in collaborazione con l’agenzia Newton di Muggiò che mira ad accendere i riflettori su una malattia che in Italia colpisce oltre 6.000 persone, di cui circa 1.300 solo in Lombardia e un centinaio in Brianza. Protagonista Alessandro Gattafoni al quale a soli quattro mesi di vita venne diagnosticata la malattia. I medici dissero ai suoi genitori che il piccolo non avrebbe vissuto a lungo, al massimo 14 anni.

Muggiò, lo sport che batte la fibrosi e la scommessa di Gattafoni

Ora Gattafoni, marchigiano, di anni ne ha 38 e attraverso lo sport ha saputo esprimere le sue grandi qualità. Ha praticato la boxe, ha giocato a calcio e ha realizzato traversate da record in kayak, come quella da Civitanova Marche a Sebenico e da Bastia a Livorno. «Non avevo il lusso di poter attendere e morire di vecchiaia. Nel cinematografo del Teatro Rossini di Civitanova Marche, la mia città, ho sognato di diventare un atleta professionista, dopo essermi innamorato del film di Clint Eastwood con Hilary Swank Milion Dollar Baby» dichiara Gattafoni che continuerà ad allenarsi nelle acque della laguna anche durante la kermesse cinematografica. Dietro la macchina da presa il regista, attore e produttore milanese Graziano Molteni coadiuvato dalle sorelle Paola e Ivana Gramignano della Newton.

Muggiò, lo sport che batte la fibrosi e il progetto Made in Monza

«Con questo progetto che ha preso vita grazie all’incontro con Antonio Guarini, nuovo presidente Lifc e motore instancabile di iniziative che sanno unire cuore e visione, vogliamo piantare un seme, far crescere una storia che oggi è una clip, ma che domani sarà un documentario capace di raccontare l’epica impresa di Alessandro: un paziente e un atleta che sfida il mare con il suo kayak per donare speranza agli altri pazienti» spiegano le sorelle Gramignano. La loro emozione è palpabile a pochi giorni dalla proiezione.

«La fibrosi cistica è una malattia che toglie il respiro, ma attraverso la forza dei racconti, il potere delle immagini e l’incanto del cinema possiamo ridare luce, speranza e prospettive a chi convive ogni giorno con questa grave patologia. In un palcoscenico così straordinario, anche noi di Newton desideriamo dare il nostro contributo, affinché la voce dei pazienti orfani di cura possa farsi sentire forte e chiara».