Non che fosse come Giovanni Pascoli e le sue sorelle, ma l’affetto, il legame di Anselmo Bucci con le sue, è sempre stato noto, e amato. Così come l’amore che li ha portati ad avere le tombe gemelle al cimitero di Monza, per quanto funestate dall’incuria, così come testimoniato dal Cittadino non troppo tempo fa.
Un punto fermo della vita di Bucci, l’artista di cui ricorre il 70esimo della morte e a cui i Musei civici di Monza stanno dedicando una meritata antologica commemorativa – peraltro sollecitata dal Cittadino stesso – è stata la sorella Bigia, maestra elementare, la cui sepoltura è appunto in fondo a viale Foscolo come quella dell’artista di Fossombrone che ha vissuto ed è scomparso a Monza.
Arte: la Scuola della Bigia di Anselmo Bucci ai Musei Civici, il quadro dipinto nella classe della sorella
Di Pascoli si sa che nella casa con la sorelle avevano i letti sistemati vicini, divisi dalle stanze, in modo tale che le loro teste stessero a fianco durante la notte. Non erano passati molti anni tra gli uni e gli altri, identico l’affetto familiare. Quello che un giorno ha portato Bucci ad andare a Bresso, dove la sorella insegnava. Mettersi in cattedra, come la sorella. Dipingere quello che aveva di fronte, i bambini, quelli (e come) li vedeva la Bigia ogni giorno, una testimonianza che sarebbe passata anche per i tipi di Garzanti nella collana diretta da Orio Vergani, sotto il titolo “Il libro della Bigia (Grembiulini neri e bianchi)” nel 1942.


Arte: la Scuola della Bigia di Anselmo Bucci ai Musei Civici, recuperato dal Comune di Bresso e esposto per la prima volta
C’è un quadro che pochi anni fa il Comune di Bresso ha ritrovato nei suoi magazzini dopo anni di dimenticanza, ha messo in restauro e poi ha esposto: si intitola “La scuola della Bigia” ed è il ritratto collettivo di una classe della sorella, uno spaccato immediato, straordinario di come si viveva oltre le pareti della scuola nella prima metà del Novecento. Dopo la presentazione a Bresso, per la prima volta il quadro esce e viene presentato nella città di adozione del pittore protagonista del suo secolo, scomparso a Monza il 19 novembre del 1955.
Arte: la Scuola della Bigia di Anselmo Bucci ai Musei Civici, fino al 15 marzo
Il prestito è in mostra fino al 15 marzo ai Musei civici di Monza all’interno della mostra dedicata ad Anselmo Bucci e curata da Alberto Crespi. “Il quadro, ritenuto a lungo scomparso, è stato ritrovato e restaurato nella sua cornice originale nel 2024 a cura del Comune di Bresso – si legge nella presentazione del progetto – L’opera è un omaggio alla sorella Emilia, detta la Bigi”, insegnante a Bresso. Dopo la morte di Bucci nel 1955, il dipinto fu acquistato grazie a una sottoscrizione pubblica e donato alla città di Bresso nel 1962”.
“Negli anni Venti del secolo scorso, nella locale scuola elementare insegnava la maestra Emilia Bucci, a tutti nota con l’affettuoso soprannome di Bigia, sorella dell’illustre artista – ha scritto Luca Frigerio per la diocesi di Milao – Che un giorno d’estate del 1922 venne in paese, con matita e un blocco di fogli, per immortalare le piccole alunne. Bucci ne ricavò un dipinto e ne fu talmente soddisfatto da sceglierlo, fra i suoi molti di quegli anni, per la Biennale di Venezia del 1924, raccogliendo ampi consensi”.
Lei morì giovane, nel 1938 e la città ha voluto farle omaggio acquistando il quadro dipinto dal già celebre fratello: si parla del 1962, di una sottoscrizione pubblica, dell’esposizione dell’opera nella scuola locale, poi dell’evanescenza del ricordo, della consegna del quadro a uno scantinato. E poi della sua riscoperta, una manciata di anni fa: il recupero, il restauro, la prima esposizione.
Arte: la Scuola della Bigia di Anselmo Bucci ai Musei Civici, percorso didattico per le primarie
I Musei civici di Monza, diretti oggi da Milena Pannitteri, con assessora Arianna Bettin, hanno voluto raccogliere quell’ideale testimone per arricchire la mostra quasi al termine in via Teodolinda e fino al 15 marzo, presenteranno l’opera al pubblico per mostra, una volta di più, la straordinaria capacità di Bucci di leggere da un lato il presente – la scuola anteguerra, il momento storico, uno scorcio immediato di vita – dall’altro la visione intima e pubblica di un artista capace di interpretare un’epoca, e di farlo passando anche dagli affetti familiari.
L’opera rimane esposta all’interno della mostra “Anselmo Bucci. Monza e il Novecento” che è visitabile negli orari di apertura del museo (museicivicimonza.it) con ingresso a pagamento incluso nel biglietto del museo stesso.
In occasione dell’esposizione del dipinto il museo ha organizzato un percorso didattico specifico per la scuola primaria “A scuola con la Bigia”. Per le scuole di ogni ordine e grado, sono prenotabili attività didattiche incentrate sulla figura di Anselmo Bucci e sulle tematiche illustrate dalle opere in mostra.
Il progetto espositivo curato da Alberto Crespi è pensato per rendere omaggio nella città che ha scelto come casa a 70 anni alla morte: “Un percorso con opere del museo che ripercorrono decenni di carriera, tra Monza, Parigi e Milano, e che raccontano un artista poliedrico sullo sfondo delle vicende artistiche europee della prima metà del Novecento”. La mostra è stata realizzata in collaborazione con l’associazione Amici dei Musei di Monza e Brianza e il Memb, il Museo etnologico Monza e Brianza.