Vedano non dimentica i suoi figli. Dieci anni sono trascorsi, ma il ricordo di Claudio Cappelli resta vivo nella memoria dei vedanesi.
Martedì 1 luglio la comunità si è ritrovata per commemorare l’imprenditore tessile, originario del paese, ucciso a 45 anni nel 2016 nell’attentato terroristico al ristorante Holey Artisan Bakery di Dacca, in Bangladesh, costato la vita a venti ostaggi, tra cui nove italiani. Il ricordo si è aperto con la santa messa, seguita dal ritrovo in piazzetta Claudio Cappelli, lo spazio pubblico intitolato alla sua memoria, dove è stata scoperta una nuova targa commemorativa. Da lì è partita una fiaccolata fino al municipio, dove è stata inaugurata una mostra dedicata alla strage di Dacca e alle sue vittime.
Vedano al Lambro: nuova targa per Cappelli nel decennale dell’attentato di Dacca, mostra in Comune fino al 20 settembre
L’esposizione, visitabile fino al 20 settembre negli orari di apertura del Comune, raccoglie quattordici pannelli dedicati alla storia di Cappelli e degli altri italiani uccisi, fotografie, ricordi messi a disposizione dalla famiglia, segnalibri commemorativi e un video che ripercorre quei tragici eventi. Alla cerimonia ha preso parte anche il sindaco di Barzanò, Gualtiero Chiricó, Comune dove Cappelli si era trasferito dopo il matrimonio. Domenica anche Barzanò ospiterà un momento di commemorazione al quale parteciperà una delegazione vedanese.
Un ricordo, quello di Cappelli, che per Vedano non si spegne mai, anzi si rafforza di anno in anno.
Nel tempo infatti, il Comune ha dedicato una piazzetta all’imprenditore, ha piantato un ciliegio in sua memoria e quest’anno ha voluto aggiungere una nuova targa, segno di un impegno costante nel custodire il ricordo di un concittadino. Il sindaco Marco Merlini ha ribadito il valore di questa memoria collettiva.
Vedano al Lambro: nuova targa per Cappelli nel decennale dell’attentato di Dacca, «la comunità non ha dimenticato le vittime»
«Dopo dieci anni Vedano continua a ricordare. Non dobbiamo dimenticarci che il seme del fondamentalismo va riconosciuto fin dall’inizio, anche nei giovani e va combattuto senza se e senza ma», ha sottolineato il primo cittadino.
A prendere la parola all’evento è stato il padre di Claudio, Massimo Cappelli: «Dieci anni fa furono strappati all’affetto dei loro cari dagli estremisti dell’Isis perché occidentali e cristiani. Si trovavano a Dacca per lavoro, tutti legati al settore tessile. Oggi anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella li ha ricordati al Tg1 e Tg2». Per la famiglia, la fiaccolata e la mostra allestita dal Comune rappresentano il segno di una memoria che continua a vivere.
«La fiaccolata e la mostra di questa sera indicano che la comunità non li ha dimenticati e restano ancora vivi nei nostri cuori – ha aggiunto Massimo Cappelli, ribadendo il messaggio che i familiari portano avanti da dieci anni – Sostenuti anche da papa Francesco abbiamo scelto un percorso di pace. Vorremmo che il sacrificio dei nostri cari diventasse una pietra su cui costruire una società sicura, aperta e solidale, nella quale i popoli possano convivere in pace e amicizia».