“Rimborsi” dello Stato tagliati, Monza fa causa a due ministeri

Secondo il Comune le riduzioni sbagliate valgono oltre 9 milioni di euro in quindici anni. Processo al tribunale di Milano.
Municipio
Il municipio di Monza Fabrizio Radaelli

Il Comune di Monza porterà in Tribunale i ministeri dell’Interno e dell’Economia con l’obiettivo di ottenere l’integrazione delle somme che, secondo la lettura fornita in municipio, lo Stato avrebbe versato solo parzialmente nelle casse di piazza Trento e Trieste a partire dal 2010. In ballo ci sono parecchi milioni di euro, frutto di una vicenda piuttosto complessa che ha origini antiche ed è legata, si legge nella delibera approvata nei giorni scorsi dalla giunta guidata da Paolo Pilotto, al «corretto metodo per la determinazione degli importi dei contributi statali compensativi dei minori introiti percepiti dai comuni per l’Ici, conseguenti alla diminuzione dei valori imponibili scaturente dalla provvisoria autodeterminazione delle rendite catastali dei fabbricati inclusi nella categoria D».

In parole più semplici a partire dal 2001, spiega il vicesindaco Egidio Longoni, sono cambiati i parametri per il calcolo delle somme che lo Stato trasferisce ogni anno agli enti locali per riequilibrare le minori entrate dell’Ici sui fabbricati di categoria D, che comprende sia gli immobili destinati ad attività produttive sia i teatri, che da allora vengono incassati da Roma: a Monza, secondo i calcoli effettuati all’epoca in piazza Trento e Trieste, spettavano 1.114.934 euro, effettivamente versati da Roma.

“Rimborsi” dello Stato tagliati, Monza fa causa: che cosa manca

I ministeri, però, successivamente hanno contestato il conteggio e hanno chiesto la restituzione di 613.974 euro per ogni anno fino al 2009.
La pretesa non è stata accolta dal municipio che, come hanno fatto altre grandi città tra cui Milano e Firenze, ha presentato ricorso. «Abbiamo vinto in tutti e tre i gradi di giudizio – afferma Longoni – tutti i giudici, da quelli del Tribunale ordinario a quelli della Cassazione, hanno stabilito che non dobbiamo restituire nulla».

Dal 2010, intanto, le cose sono cambiate in quanto Roma ha iniziato a girare agli enti locali le somme per riequilibrare i minori introiti calcolate sulla base di parametri contestati dai comuni: per quanto riguarda Monza mancherebbero all’appello 613.794 euro l’anno che, moltiplicati per una quindicina di bilanci, supererebbero i 9 milioni.

“Rimborsi” dello Stato tagliati, Monza fa causa: il nuovo processo

«Ora – spiega Longoni – sulla base dell’esito del precedente ricorso domanderemo la restituzione delle cifre» che non sono mai arrivate nelle casse locali: per sostenere il contenzioso, che sarà presentato sui tavoli del Tribunale ordinario di Milano, il Comune si affiderà a un legale esterno, esperto in materia, che la giunta dovrebbe individuare nei prossimi giorni.

La battaglia legale potrebbe trascinarsi per alcuni anni e, come la precedente, potrebbe arrivare fino al terzo grado di giudizio: Monza, tra l’altro, potrebbe essere tra le prime città ad avviare la vertenza in quanto alcune delle cause simili a quella vinta da piazza Trento e Trieste non si sono ancora concluse.