Ondate di calore, l’appello per Monza: «Adeguare le scuole con impianti di climatizzazione, ecco come»

L'associazione Hq Monza chiede al Comune di climatizzare le scuole dell'obbligo cittadine. Ecco con quale proposta.
Monza asili condizionatore
Monza asili condizionatore

Un intervento radicale prima della prossima emergenza. Lo chiede l’associazione Hq Monza al Comune in merito alla climatizzazione delle scuole dell’obbligo cittadine: la mossa estiva con apparecchi portatili per combattere il grande caldo sarebbe stata inadeguata.

«Il Comune di Monza ha adottato un rimedio d’emergenza acquistando apparecchi portatili tipo “Pinguino”. Questo ha suscitato a dir poco perplessità, per ragioni di sicurezza ed efficienza – scrive l’associazione in una nota – È evidente che il problema richiede una soluzione permanente, stabile e sicura, tra l’altro già entro la prossima estate, meglio ancora entro la tarda primavera».

Ondate di calore, l’appello per Monza: i conti e la proposta di Hq

Hq fa i conti: i plessi di competenza municipale a Monza sono 48, tra asili nido, materne, elementari e medie. Il totale stimato è di circa 600 aule didattiche (esclusi laboratori, mense e uffici
amministrativi), il costo medio di lavori di installazione di impianti di climatizzazione per ogni singola aula oscillerebbe tra i 1.800 e i 2.500 euro.
E fa anche la proposta per fare fronte alla spesa: soluzione di leasing o noleggio operativo («metodo spesso utilizzato dalle pubbliche amministrazioni per dispositivi informatici ed efficientamento energetico») per pagare un canone mensile o trimestrale, senza investimenti iniziali, e poi riscattare i condizionatori a prezzo residuo o rinnovare il parco macchine con modelli nuovi, più efficienti e meno inquinanti. Come si fa con le auto.

E un piano di climatizzazione sarebbe utile d’estate di fronte alle ondate di calore, ma anche ai primi freddi quando magari i riscaldamenti non sono ancora stati accesi.

Ondate di calore, l’appello per Monza: le motivazioni dell’associazione

«L’investimento totale per 600 aule si aggira quindi tra 1 milione e 1 milione e mezzo di euro. Come si può capire, siamo di fronte ad un investimento di forte peso sul bilancio comunale, senza contare i tempi lunghi per la gara d’appalto ed i costi successivi di manutenzione ordinaria e straordinaria – conclude l’associazione – Si può, anzi si deve, iniziare da asili nido e materne, che hanno tra l’altro un periodo di servizio più lungo nel tempo, e si potrebbero rinviare all’anno successivo le elementari e di un altro anno le medie. Ma la cosa migliore, ovviamente,
sarebbe provvedere subito in toto
».

Dice l’ingegnere Paola Ghezzi: «Ogni scuola richiede uno studio specifico: una progettazione avviata con il giusto anticipo consentirà di individuare, per ciascun edificio, la soluzione più idonea, dai sistemi monosplit ai moderni impianti centralizzati VRF/VRV, capaci di climatizzare numerose aule con poche unità esterne, riducendo consumi, impatto visivo e impatto acustico».

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