Dal villaggio olimpico al passaggio della fiamma, Lissone può dire “io c’ero”. Dal villaggio olimpico che ha regalato ai più piccoli le emozioni di provare discipline olimpiche come il curling, grazie ad una piccola pista, o lo sci con un simulatore, fino all’arrampicata con la parete del Cai di Lissone, sino al passaggio del tedoforo tutta la città si è unita. “Io c’ero” è stato, senz’altro, il primo pensiero e la motivazione dominante di chi si è schierato sulla strada della Fiamma Olimpica, nonostante la pioggia e il freddo di mercoledì sera. Del resto, si tratta di olimpiadi invernali, il meteo non può essere che così.

Olimpiadi, anche Lissone può dire “Io c’ero”: la soddisfazione delle istituzioni e di Riccardo
Tanto entusiasmo, un po’ di emozione, moltissime persone assiepate dietro le transenne, adulti, giovani, famiglie e scuole, c’era la Farè e persino un gruppo di piccolini della scuola per l’infanzia Penati.
«Un momento da ricordare, forse capita una volta nella vita – ha commentato Giovanni Camarda, assessore allo sport – un evento così. Sono soddisfatto nel vedere tanta partecipazione, ripaga della fatica e dell’impegno che ha richiesto l’organizzazione di tutto l’evento».
Il tedoforo, che ha effettuato il cambio in via Trieste, è Riccardo Montalbano ha solo 16 anni, di Roncello e, un po’ emozionato commenta con semplicità: «Sono un ragazzo normale».

Olimpiadi, anche Lissone può dire “Io c’ero”: società e associazioni coinvolte
Dalla normalità del giovane Riccardo all’unicità della piazza Libertà trasformata, per un fine settimana, in spazio dedicato a sport prettamente invernali. Per rendere ancor più speciale l’evento le associazioni della città si sono rese disponibili con un “assaggio” delle loro specialità dalle atlete della ginnastica Lixio e della Gal, ai pattinatori del New Skate Lissone, con la campionessa Francesca Brivio, sino alla Polisportiva Team Brianza con gli atleti di skiroll e le tre bande cittadine Santa Cecilia, Consonanza Musicale e la banda Santa Cecilia di Bareggia.


