Altri 265.100 euro e poi basta: a questo punto la partita per il Magic Movie che ha segnato la storia di Muggiò ormai per decenni è finita davvero.
Perché restava uno strascico: gli esecutori delle demolizioni avevano presentato un ultimo conto al Comune per ottenere più soldi. Il motivo? Il previsto recupero di materiali dalle demolizioni degli edifici avevano reso meno risorse, molte meno risorse secondo i privati che si erano aggiudicati l’appalto, rispetto a quanto previsto. E allora il contratto, dicevano i privati, non funzionava più.
Nel corso dei lavori assegnati nel 2023 ad Aseco e TopTaglio, stando alle società sono emersi mancanti introiti per 812.749,96 euro “riguardanti principalmente presunti maggiori oneri derivanti dalla minore quantità di materiale metallico recuperabile rispetto alle previsioni progettuali e dagli effetti della sospensione parziale dei lavori”.
Muggiò: incubo Magic Movie, l’ex cinema che ha segnato la storia della città
Insomma: il calcolo di quanto sarebbe stato recuperato, a scomputo del lavoro fatto e degli incassi dell’appalto – che vale 2.366.079,67 euro – era sbagliato e, secondo i privati, in perdita. Per dirla con le parole del Comune, “presunti maggiori oneri derivanti dalla minore quantità di materiale metallico recuperabile rispetto alle previsioni progettuali e dagli effetti della sospensione parziale dei lavori”.
Le demolizioni sono state certificate lo scorso marzo dall’amministrazione comunale, ma nei fatti sono state terminate a novembre 2024. In corso d’opera e dopo, le società hanno presentato il conto al Comune, reiteratamente.
Muggiò, il Comune ha dato il via libera all’intesa per la parola fine sul Magic Movie
“Il direttore dei lavori ha puntualmente trasmesso al responsabile unico del procedimento – scrivono gli uffici comunali – le proprie controdeduzioni alle riserve formulate dall’appaltatore iscritte, nei vari documenti, e da ultimo sul conto finale. Evidentemente la partita è stata lunga, ma adesso arriva al termine: a giugno il responsabile unico “si è avvalso del supporto dello Studio legale Merani amministrativisti, il quale, con nota acquisita al protocollo ha espresso parere favorevole in ordine alla sussistenza dei presupposti giuridici, di convenienza economica e di tutela dell’interesse pubblico necessari per addivenire alla definizione bonaria della controversia” e di conseguenza non finire a carte bollate.
Ed è così che il 20 agosto la giunta ha dato il via libera all’intesa, che si traduce non in oltre 800mila euro, ma in 265.100 euro da versare ai privati, le due società che hanno gestito le demolizioni, per chiudere definitivamente una partita lunga decenni, che ha segnato la vita di Muggiò per un quarto di secolo, 25 anni, dal momento che la sua costruzione è iniziata nel 2001 ed è terminata nel 2025.