Monza, vandalizzato il Ponte dei Leoni. Radice: “Sfregio a uno dei simboli della città”

Con questro gesto vile è stato colpito non solo un simbolo storico, ma un simbolo caro a tutti i monzesi. E' stata offesa un'intera città dimostrando che il suo patrimonio è indifeso
Il muso di uno dei leoni del Ponte dei Leoni in frantumi dopo essere stato colpito con ogni probabilità con una mazza di ferro

«Primo: ricostruire a tempo zero il muso del leone. Secondo: aumentare la sicurezza in centro e l’efficacia delle telecamere che ancora una volta hanno dimostrato la loro sostanziale inefficacia. Terzo: restaurare l’intero monumento del Ponte dei Leoni, da anni trascurato e malmesso».

Ettore Radice, presidente dell’associazione Mnemosyne e punto di riferimento per la cultura monzese, è indignato dopo l’atto vandalico subito dal Ponte dei Leoni: uno dei luoghi più iconici di Monza. Uno dei monumenti storici più conosciuti, simbolo della stessa identità monzese.

Solo domenica 4 gennaio si è scoperto con un certo ritardo che qualcuno – con ogni probabilità nella notte di San Silvestro – usando forse una mazza di ferro ha mandato in frantumi il muso di uno dei leoni di marmo di Carrara che adornano il celebre ponte a tre arcate di via Vittorio Emanuele II. Ancora da ricostruire come sia stato messo a segno l’atto vandalico. Nonostante il monumento si trovi nel cuore del centro storico, nessuno è intervenuto per impedire lo scempio o per bloccare i responsabili. Il sindaco di Monza, Paolo Pilotto, insegnante attento all’educazione e alla cultura, ha condannato l’episodio. Ma le polemiche politiche si sono subito innalzate al massimo livello. Con l’ex assessore Giada Turato che ha sottolineato la difficoltà di tenere sotto controllo le telecamere a causa dell’esiguità degli addetti alla sicurezza e l’urgenza di digitalizzare l’impianto di sicurezza. E con le forze d’opposizione che hanno messo in luce quanto la sicurezza sia ancora troppo fragile in città e i suoi simboli siano sostanzialmente indifesi. I monzesi sono indignati per quello che appare come uno schiaffo alla città:

Monza, vandalizzato il Ponte dei Leoni: “Necessario inviare un messaggio chiaro a chi offende i monzesi e la loro cultura”

«Questo vile attentato – ha protestato Radice – mette in luce quanto non ci sia più rispetto per la storia di Monza e per i suoi simboli più importanti. Manca sensibilità da parte di troppi ma manca anche tra le istituzioni la determinazione a difendere i simboli culturali di Monza e dei monzesi, impedendo che siano colpiti e offesi in modo così vergognoso e scoperto».

Insomma: Monza si è risvegliata nel 2026 scoprendo che la tutela del patrimonio artistico resta una conquista tutta da attuare: un problema centrale in una città così ricca di storia e di arte. Le parole forti di Ettore Radice hanno riacceso il dibattito sulla tutela dei monumenti a Monza e sulla necessità di misure più incisive per proteggere i luoghi simbolo della città.

Monza, vandalizzato il Ponte dei Leoni, l’opposizione: “Sicurezza ancora fragile, Monza indifesa”

Il Ponte dei Leoni è uno storico ponte sul Lambro. Sorge in corrispondenza dell’antico Ponte d’Arena, d’epoca romana, in rovina. Fu costruito tra il 1838 e il 1840 dall‘ingegner Caimi per sottolineare la forza e la potenza dell’Impero Austriaco. E proprio per questo lo scultore milanese Antonio Tantardini aggiunse i possenti leoni di marmo di Carrara. Uno di questi è stato vandalizzato. Ma Ettore Radice ha aggiunto: «Oltre al restauro del leone danneggiato, l’intero monumento avrebbe bisogno di un’urgente ripulitura dallo smog. Dalla rapidità con cui si porrà rimedio a questo scempio si capirà quanto le istituzioni abbiano a cuore realmente i simboli dei monzesi. Un mesaggio chiaro andrebbe inviato anche ai vandali individuando i responsabili».