Monza: sciopero della fame per il primo soccorso nei programmi delle scuole

Mirko Damasco, presidente dell’associazione Salvagente ripropone lo sciopero della fame: per l’insegnamento del primo soccorso nelle scuole.
Mirko Damasco
Mirko Damasco

L’aveva fatto, con successo, durante la pandemia; Mirko Damasco, presidente dell’associazione Salvagente ripropone lo sciopero della fame. Se durante il Covid l’urgenza era riaprire i reparti degli ospedali e le rsa ai famigliari, oggi l’emergenza è portare l’insegnamento del primo soccorso nelle scuole.

Monza: sciopero della fame per il primo soccorso nelle scuole, «la legge c’è ma è ferma»

«La legge c’è – spiega Damasco – ma è ferma in Parlamento ma noi non vogliamo stare fermi con lei, e lo facciamo per i nostri figli e per i vostri e anche per noi. Perché un Paese in cui un ragazzo sa cosa fare davanti a una persona che sta morendo è semplicemente un Paese migliore».

Monza: sciopero della fame per il primo soccorso nelle scuole, appello al calciatore Edoardo Bove

Due giorni fa Damasco è stato a Roma per sostenere la battaglia e da lunedì 5 ottobre ha dato il via allo sciopero della fame. «L’astinenza da qualunque cibo è la forma non violenta e più profonda di protesta per difendere il diritto di ognuno di noi ad avere il diritto alla vita in caso di malore. É per difendere il diritto dei bambini di imparare il primo soccorso a scuola, per protestare contro il ritardo intollerabile della legge Bove».

Si tratta della proposta di legge che porta il nome del calciatore Edoardo Bove che nel 2024, durante la partita di Serie A Fiorentina-Inter, cadde a terra per un arresto cardiaco. Più di un anno fa il ministro dello spot Andrea Abodi aveva annunciato l’imminente approvazione della legge per portare l’insegnamento delle pratiche di primo soccorso in tutte le scuole. Così non è stato. «Chiediamo anche allo stesso Bove di far sentire più forte la sua voce dal momento che hanno usato il suo nome per fare una legge che però al momento è ancora ferma», ha concluso Damasco.

L'autore

Nata nell’anno dei due presidenti e dei tre papi. Scrivo per il Cittadino dal 2009, prima solo per l’edizione cartacea poi per la tv e il sito per cui realizzo anche servizi video. Mi occupo di chiesa locale, cronaca, volontariato, terzo settore, carcere. Con l’associazione Carcere Aperto nel 2011 ho realizzato insieme al fotografo Antonio Pistillo la mostra “Guardami”, dove abbiamo raccontato le storie dei detenuti della casa circondariale di Monza.