Monza, le uova di Pasqua (e non solo) degli agenti della Polizia penitenzia ai piccoli ricoverati

Uova di Pasqua ma anche due macchinari per aerosol, seggiolini, lavagne e una donazione per acquistare materiale sanitario: sono i doni portati dal personale della Penitenziaria di Monza negli ospedali di Monza, Desio e Vimercate
La Penitenziaria in ospedale per Pasqua
La Penitenziaria in ospedale per Pasqua

Sono tornati in reparto tra i piccoli pazienti gli agenti della casa circondariale di Monza che nei giorni scorsi hanno fatto visita alle pediatrie degli ospedali di Monza, Desio e Vimercate portando uova di cioccolato ai bambini ricoverati e al personale sanitario.

Oltre alle uova di Pasqua sono stati donati anche due macchinari per l’aerosol, tre seggioloni, due lavagne per gli spazi ludici e una bilancia oltre a una donazione che sarà destinata all’acquisto di materiale sanitario.

Monza, le uova di cioccolato degli agenti ai piccoli pazienti degli ospedali di Monza, Desio e Vimercate

«Si tratta di un gesto che va oltre il semplice dono, trasformandosi in un messaggio autentico di vicinanza, speranza e condivisione – hanno commentato emozionati gli agenti che, in rappresentanza di tutti i colleghi hanno portato i doni ai bambini -. In un momento in cui anche un sorriso può fare la differenza, la presenza delle Istituzioni si fa concreta, dimostrando come la solidarietà sappia unire e portare luce anche nei contesti più delicati».

L’iniziativa, che si rinnova di nuovo in occasione della Pasqua, è stata promossa dal reparto di polizia penitenziaria di Monza, «realizzata con il sostegno e la sensibilità della direttrice, Cosima Buccoliero, della comandante di reparto Emanuela Anniciello e di tutto il personale», hanno aggiunto gli agenti di Monza.

L'autore

Nata nell’anno dei due presidenti e dei tre papi. Scrivo per il Cittadino dal 2009, prima solo per l’edizione cartacea poi per la tv e il sito per cui realizzo anche servizi video. Mi occupo di chiesa locale, cronaca, volontariato, terzo settore, carcere. Con l’associazione Carcere Aperto nel 2011 ho realizzato insieme al fotografo Antonio Pistillo la mostra “Guardami”, dove abbiamo raccontato le storie dei detenuti della casa circondariale di Monza.