Monza: il progetto del centro Tazzoli finalista all’Impact Award 2026

L'8 giugno la cerimonia dell'Impact Award a Milano: quello di Monza è uno dei quattro lombardi selezionati, finanziato da Cassa Depositi e Prestiti.
Il centro Polivalente di San Fruttuoso a Monza via Tazzoli
Il centro polivalente di San Fruttuoso a Monza via Tazzoli

Un progetto a favore della comunità con abbattimento delle barriere, efficientamento energetico e molto altro: per questo motivo il programma di interventi al centro di via Tazzoli a Monza è diventato uno dei finalisti dell’Impact Award 2026.

Il premio è stato promosso lo scorso anno per la prima volta e intende dare visibilità al contributo di imprese, pubbliche amministrazioni e iniziative di cooperazione internazionale alla trasformazione sostenibile dei territori. A fondarlo sono stati Polimi Graduate School of Management, insieme al Politecnico di Bari e a Tiresia (il centro di ricerca per l’imprenditorialità, l’innovazione, la finanza ad impatto di Polimi GSoM) in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti.

Monza, il progetto finalista all’Impact Award 2026: come funziona

Il punto di approdo è l’8 giugno a Milano, al Museo nazionale della scienza e della tecnologia “Leonardo da Vinci” per la cerimonia finale. Quello di Monza è uno dei venti finalisti nazionali, selezionato su 76 candidature, ed è uno dei quattro progetti lombardi, affiancato da quelli promossi da EF Solare (ora parte del Gruppo Sorgenia), dal Comune di Cassolnovo (Pavia), dal Comune di Chiari (Brescia).

L’intervento monzese, una coprogettazione approvata a fine febbraio all’unanimità dal consiglio comunale, ha il sostegno di Cassa Depositi e Prestiti: la convenzione tra il municipio e la cooperativa Monza 2000 per la riqualificazione del centro “Casa accoglienza Giovanni Paolo II“, il suo efficientamento energetico, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la sistemazione e la gestione delle camere destinate ad housing temporaneo e degli spazi aperti al pubblico, prevede trent’anni di gestione. La coop verserà al Comune 15mila euro all’anno di canone, mentre il Comune (con la Cdp) contribuisce con 1.300.000 euro ai lavori, mentre il restante milione sarà impegnato dall’operatore che dovrà garantire le manutenzioni fino al marzo 2056.

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