Monza, i sindacati sul caso San Gerardo: «A rischio posti di lavoro e costi»

Lavoratori a rischio licenziamento e un possibile aggravio dei costi che ricadrà sulle casse pubbliche: secondo Cisl e Cgil sono i due pericoli imminenti legati ai ritardi nella ristrutturazione dell’ospedale San Gerardo di Monza.
Monza, il cantiere dell’avancorpo dell’ospedale San Gerardo
Monza, il cantiere dell’avancorpo dell’ospedale San Gerardo Fabrizio Radaelli

Lavoratori a rischio licenziamento e un possibile aggravio dei costi che ricadrà sulle casse pubbliche: secondo Cisl e Cgil sono i due pericoli imminenti legati ai ritardi nella ristrutturazione dell’ospedale San Gerardo di Monza. Per evitare il peggio i due sindacati invitano le istituzioni e le aziende coinvolte nell’intervento a coordinarsi.

Il rallentamento del progetto, il fermo del collaudo e dell’arredamento dell’avancorpo bloccano da mesi il trasferimento dei primi reparti nella nuova palazzina e la prosecuzione del cantiere. E lo stallo, che come afferma il segretario generale della Cisl Monza-Lecco-Brianza Marco Viganò, è legato a disguidi giuridico-burocratici, potrebbe proseguire fino all’inizio del 2016: «Diventa, quindi, indispensabile – commenta – che i vari attori evitino inutili e dannose perdite di tempo».


La Storia


LEGGI Monza, incredibile San Gerardo: la nuova palazzina dell’ospedale è finita, ma resta chiusa


GUARDA Le foto della la nuova palazzina del San Gerardo: finita ma chiusa


LEGGI La Regione interviene sul caso dell’ospedale San Gerardo, fermo per un bando sugli arredi

Sono sulla stessa lunghezza d’onda Lorella Brusa della segreteria Cgil, Pietro Bulgarello di Fillea Cgil e Walter Palvarini della Funzione pubblica Cgil: «I lavoratori edili – dichiarano in un comunicato – costretti inizialmente a turni notturni e a molte ore di straordinario per consegnare nei tempi previsti l’avancorpo, sono paradossalmente in cassa integrazione da marzo. Oggi non hanno certezze sulla ripresa del cantiere e rischiano di rimanere senza occupazione e senza ammortizzatori sociali». I sindacalisti puntano il dito contro «il palleggiamento di responsabilità tra Sangeco, Infrastrutture Lombarde, ospedale San Gerardo, Asl e Regione» che causa «disagi per l’utenza, per i cittadini e per gli operatori». «Nel frattempo – aggiungono – i costi aumentano in modo rilevante e l’incertezza potrebbe avere ricadute sull’attrattività e sulle attività dell’ospedale. Un’esperienza già vista nel recente passato in altre strutture della sanità lombarda e che sarebbe opportuno non ripetere in Brianza».

«La Cgil – ricordano – aveva espresso già nella fase di progettazione forti preoccupazioni circa i possibili rischi di un’operazione così lunga, complessa e costosa, sottolineando le possibili ricadute sul lavoro del personale ospedaliero, sulla sicurezza e sui livelli delle prestazioni offerte alla cittadinanza che vedono il presidio ospedaliero tra le eccellenze lombarde. È necessario che con il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali venga fatta chiarezza al più presto sui motivi dei ritardi e vengano fissati tempi certi per la ripresa dei lavori: nel caos attuale diventa ineludibile operare con la massima trasparenza, garantendo percorsi condivisi».