«Riposa in pace Paolo, mio caro amico, sei nel mondo delle rose adesso. Ti immagino mentre leggi i tuoi versi con quella fierezza d’esser poeta. Mi mancherai, ho perso una guida saggia e illuminata»: così Antonella Carrabs ha ricordato Paolo Pezzaglia, poeta e scrittore che con lei ha condiviso il lungo cammino della Casa della poesia di Monza.
Monza: addio a Paolo Pezzaglia, era stato anche campione italiano di hockey su ghiaccio
Pezzaglia è mancato l’11 aprile: aveva 87 anni, nato nel 1938. Milanese d’origine, studi scientifici e poi la laurea all’università Bocconi, era stato campione italiano di hockey su ghiaccio all’età di 17 anni, aveva poi scelto Monza per vivere e aveva continuato a pubblicare raccolte di versi e a vincere premi letterari. Nel 2018, l’anno del suo 80esimo compleanno, aveva pubblicato “Partire”, la raccolta che conteneva la poesia “Gradini” che anni prima non aveva avuto il coraggio di leggere di persona a Eugenio Montale, come aveva confessato all’epoca al Cittadino.
Monza: addio a Paolo Pezzaglia, una vita tra azienda, poesia e premi
Quella silloge era “un viaggio nella produzione poetica che attraversa tutta la vita del poeta” aveva scritto allora la giornalista del Cittadino Rosella Redaelli presentando il volume, ricordando che Pezzaglia nel 1960 era finalista al premio LericiPea (uno dei più celebri concorsi poetici d’Italia, fondato all’inizio degli anni Cinquanta) a fianco di Alda Merini. Il pensiero era andato al 1961 quando trascorse una serata in via Bigli a casa di Montale, “ma poi venne assorbito dal lavoro nell’azienda di famiglia, la storica carrozzeria Boneschi” come aveva già raccontato nel libro “La mia fabbrica per una poesia”. Tra le prime raccolte di versi pubblicate ci sono “L’imbuto rovesciato”, “Le rughe della luna” e “Il malincanto”, ormai introvabili.
Tra i premi si contano a Milano il “Borgo degli Artisti” (1990), il Cesare Pavese (1990), il premio di Savona (1990), quello di Lerici (1995). “Il malincanto” ha vinto, da inedito, il premio Triuggio (2006) e, edito, una menzione d’onore al premio Pinerolo (2008). Nel 2010 è stato finalista al premio “Terre di Liguria”.