Una “tassa” senza senso che potrebbe costare a tanti brianzoli e comaschi anche mille euro all’anno e avere ricadute serie sul traffico di un intero quadrante della provincia. È il pedaggiamento del tratto di Pedemontana che incorporerà la Milano-Meda, una strada di grande scorrimento oggi gratuita che diventerà a pagamento con l’autostrada. Il Partito democratico ha lanciato una nuova petizione online per dire no: partita da una manciata di giorni, sta già sfiorando le 2mila adesioni.
All’origine, dicono i consiglieri regionali del Pd Angelo Orsenigo e Gigi Ponti, la prima raccolta firme da 10mila sottoscrizioni che è stata ignorata dalla giunta del Pirellone. «Purtroppo – affermano – le quasi 10mila firme raccolte non sono bastate per ottenere un confronto con il presidente Fontana, rimasto insensibile alle richieste e alle preoccupazioni delle comunità comasche e brianzole. Con questo pedaggio si vuole far cassa a danno di pendolari, imprese e cittadini, imponendo di fatto una vera e propria tassa occulta».
Milano-Meda: le prime firme e due mozioni ignorate
Alla petizione avevano fatto seguito anche due ordini del giorno approvati dai consigli provinciali di Monza e Brianza e Como, entrambi all’unanimità ed entrambi rimasti lettera morta: nel caso monzese, peraltro, si tratta di una amministrazione di centrodestra, l’identico schieramento del governo lombardo. «Il pedaggiamento della tratta B2 – dichiara Ponti – avrà ricadute pesanti sui comuni attraversati. Molti automobilisti cercheranno strade alternative per evitare il pedaggio, riversando traffico su viabilità locali già congestionate, con un inevitabile peggioramento della qualità della vita di decine di migliaia di persone. Temiamo inoltre impatti anche sulla SS 36, che rischia un ulteriore sovraccarico».
Per Orsenigo, l’altra faccia della medaglia – o un guaio che corre in parallelo – è la ricaduta nelle tasche dei cittadini, dal momento che «se questa decisione non verrà ritirata, chi usa quotidianamente la Milano-Meda dovrà sostenere un costo superiore ai mille euro l’anno. Chiediamo alla Regione di aprire subito un confronto con Cal Spa, Pedemontana, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il ministero dell’Economia, per individuare soluzioni tecniche e finanziarie che consentano di eliminare la tariffazione della tratta B2».
Milano-Meda: «L’assessore Terzi convochi il tavolo di confronto»
La richiesta formale è la convocazione del Tavolo mozione tratta B2, quella in cui insiste la Milano Meda, da parte dell’assessore regionale (alle Infrastrutture) Claudia Maria Terzi «tenuto conto delle problematiche che si stanno registrando con la cantierizzazione dell’opera» e senza dimenticare che «i cantieri già avviati dimostrano l’impatto significativo dell’opera sul territorio. È indispensabile rafforzare le opere di mitigazione e investire in nuovi corridoi verdi, fondamentali in aree già fortemente urbanizzate». La conclusione è una: «È ora che la Regione ascolti finalmente la voce dei territori».