Lotta all’evasione, i cinque Comuni brianzoli “alleati” del Fisco

Compresa Monza, sono stati cinque, in Brianza, i Comuni che hanno effettuato “segnalazioni qualificate” al Fisco
L’Agenzia delle Entrate pronta alla riscossione delle cartelle esattoriali
L’Agenzia delle Entrate pronta alla riscossione delle cartelle esattoriali

Dei cinque milioni di euro che 304 Comuni italiani (su quasi 7.900) nel 2024 sono riusciti a far emergere dalla lotta all’evasione fiscale Monza ha recuperato circa mille euro. Un risultato da 181esimo posto in una “classifica” elaborata da Cgia su dati del Ministero dell’Interno. Graduatoria chiusa da Crotone, che ha recuperato poco più di 5 euro. Complessivamente, compresa Monza, sono stati cinque, in Brianza, i Comuni che hanno effettuato “segnalazioni qualificate” al Fisco.

L’Associazione di Mestre ricorda che “l’infedeltà fiscale” in Italia è stimata in quasi 107 miliardi di euro all’anno. Una legge ad hoc prevede che le amministrazioni comunali che segnalano all’Agenzia delle Entrate casi di evasione su Irpef, Ires, Iva, imposte di registro, ipotecarie e catastali ottengono il 50 per cento di quanto accertato. Le 304 amministrazioni comunali virtuose che si sono attivate in tal senso, parlando di emersione hanno però trovato un muro, incassando solo 2,5 milioni. Tra i comuni brianzoli Monza ha ottenuto circa 494 euro, Barlassina (7.590,44 euro e un ragguadervole 56esimo posto), seguita da Triuggio (5.61,40 euro, 68° posto), Muggiò (2.202,50) e Seregno (1.732,47).

Tra l’altro, spiega ancora Cgia, la medesima norma in origine riconosceva ai Comuni il 30 per cento fino a salire addirittura al 100% nel 2021, ridotta al 50 dal 2022. Da quest’anno si tornerà al 100 per cento. «Contro l’evasione fiscale, a parole, sono tutti d’accordo: la politica, le istituzioni, i cittadini – dice l’associazione di Mestre – nei fatti, però, la situazione è meno lineare. Anche chi avrebbe gli strumenti per intervenire, e potrebbe persino trarne un vantaggio economico, spesso non si attiva».
E questo riguarda anche «la quasi totalità dei sindaci e degli amministratori comunali italiani che, pure, in quanto pubblici ufficiali, potrebbero dare un contributo concreto» dice Cgia. E invece a farlo, a partecipare all’attività di contrasto dell’evasione fiscale, nel 2024, è stato solo il 3,8 per cento del totale dei comuni italiani: sindaci volenterosi che hanno trasmesso all’Agenzia delle Entrate “segnalazioni qualificate” in materia di evasione, cioè comunicazioni attraverso le quali l’amministrazione locale porta all’attenzione del fisco situazioni sospette di infedeltà fiscale, partendo dalle informazioni di cui dispone sul proprio territorio.

Non solo evasione fiscale, anche lavoro nero e abusivismo edilizio

Oltre all’evasione monstre, i 107 miliardi sottratti al fisco ogni anno, «una voragine, un furto continuo ai danni di chi le tasse le paga fino all’ultimo centesimo» si aggiungono 2,6 milioni di lavoratori in nero «persone senza tutele, senza contributi, senza diritti, e spesso senza alcuna alternativa». E poi c’è la piaga dell’abusivismo edilizio che raggiunge il 15 per cento a livello nazionale, con punte che nel Mezzogiorno si aggirano attorno al 50 per cento.

Il Comune italiano che, nel 2025, ha incassato di più dalla lotta all’evasione è stato Genova con 406.838 euro seguito da Milano con 376.499, Prato con 170.122 e Torino con 113.888 euro. Ma nelle prime 10 posizioni a livello nazionale spiccano anche comuni più piccoli dal punto di vista dimensionale, tra i quali i lombardi Cernusco del Naviglio (40.534 euro) e Trezzo sull’Adda (39.539 euro). Cgia spiega che per i Comuni segnalare un presunto evasore al fisco non è affatto semplice dato che le comunicazioni inviate dalle amministrazioni locali «devono essere puntuali e circostanziate, e riportare i dati identificativi del soggetto a cui vengono contestati comportamenti evasivi o elusivi». E per l’istruttoria da inoltrare all’Agenzia delle Entrate serve personale preparato, «in grado di svolgere una vera e propria attività “investigativa” che un dipendente comunale «può acquisire solo attraverso una formazione mirata e continuativa, che dovrebbe essere garantita dalla stessa Amministrazione finanziaria». Ma i Comuni si trovano spesso con organici ridotti e impreparati ad affrontare la materia e anche quando le competenze ci sono «in massima parte vengono utilizzate per “recuperare” l’evasione dei tributi locali in capo ai Comuni» come l’Imu, la Tari, la Tosap, l’imposta sulla pubblicità e quella di soggiorno.

Evasione fiscale miliardaria, in Calabria raggiunto il 20,4%

Dei 304 Comuni che a livello nazionale hanno ottenuto nel 2025 un contributo dalla lotta all’evasione fiscale dei tributi erariali realizzata nel 2024, solo 46 sono ubicati nel Mezzogiorno che hanno recuperato dagli evasori 178.922 euro (pari al 3,6 per cento del totale) ed è loro “ritornato” il 50 per cento, ovvero 89.461 euro.
Nel 2023, ultimo anno in cui i dati sono disponibili, tra evasione tributaria e contributiva alle casse dello Stato sono stati sottratti 107 miliardi di euro. In Calabria la percentuale di evasione raggiunge il 20,4 per cento (pari a 3,3 miliardi di euro), in Puglia il 18,5 (7 miliardi), in Sicilia il 18 (7,9 miliardi) e in Campania il 17,9. La media Italia è dell’12,1 per cento. Stime dell’Istat ci dicono che i lavoratori irregolari presenti in Italia sono oltre 2,6 milioni, di cui 979.500 sono concentrati nel Mezzogiorno (37,5 per cento del totale).

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