Emergono nuovi dettagli dalla maxi operazione della Guardia di Finanza di Milano e Monza che ha svelato una “banca occulta” della criminalità organizzata con misure cautelari per 30 persone una delle quali, un uomo originario del napoletano, 48enne, è residente a Monza e un altro, 35enne, nato a Catanzaro, è residente a Seregno. Ventuno degli indagati, da una società con sede a Pero, avrebbero gestito diciotto società intestate a soggetti compiacenti, conti correnti bancari in Italia e all’ estero e altro in modo da offrire ai loro “clienti” in modo stabile e continuato un canale di riciclaggio, il pagamento di importazioni di droga, base logistica per la conduzione delle trattative e l’effettiva cessione di sostanza stupefacente, cocaina, supporto economico a detenuti, alla batteria “Sinesi-Francavilla” della Società Foggiana, raccordo tra la raccolta di capitali illeciti provenienti dal traffico di stupefacenti e il sistema di evasione procurata a terzi imprenditori.
“Banca occulta” della criminalità organizzata: una società di Desio voleva evadere l’Iva
Una di queste società ha sede a Desio: da quella struttura con lo scopo di evadere l’Iva per l’anno 2025 avrebbe indicato elementi passivi fittizi utilizzando fatture relative ad operazioni ritenute inesistenti per complessivi 123.835 euro di imponibile, da cui deriverebbe un’ Iva indebitamente detratta per complessivi 27.243 euro. Un’altra società, con sede allo stesso indirizzo della precedente, formalmente destinata ad attività non specializzate di lavori edili (muratori), sempre per evadere l’imposta sul valore aggiunto per l’anno 2025, avrebbe indicato elementi passivi fittizi utilizzando fatture relative ad operazioni considerate inesistenti per complessivi 292.329 euro di imponibile da cui deriva un’Iva indebitamente detratta per complessivi 64.312 euro.
“Banca occulta” della criminalità organizzata, a Lissone una delle società nel giro di affari
Figura anche Lissone tra le sedi di società coinvolte nel giro di affari degli indagati: un’impresa è ritenuta a sua volta snodo di evasione dell’Iva l’anno 2025 con elementi passivi fittizi utilizzando fatture relative ad operazioni inesistenti per complessivi e 131.950 euro di imponibile da cui deriverebbe un’Iva detratta senza diritto per complessivi 29.029 euro. Sempre a Lissone ha sede legale anche una ditta individuale che sempre per evasione dell’Iva avrebbe nello stesso anno indicato elementi passivi fittizi utilizzando fatture relative ad operazioni ritenute non inesistenti dalla magistratura per complessivi 17.963 euro, che si traducono in un’Iva detratta indebitamente per 3.951,86 euro.
Tra gli indagati anche persone residenti tra Desio e Lissone considerate dal pubblico ministero narcotrafficanti in base ai riscontri degli investigatori.
Le persone nei confronti delle quali è stata emesse la misura cautelare del carcere è spiegata dal rischio di fuga, reiterazione del reato e inquinamento probatorio.