Desio, il Discorso alla Città di don Mauro: “Centro storico disabitato, troppi edifici abbandonati e case vuote”

Mercoledì 31 dicembre, in occasione del Te Deum, nella Basilica dei Santi Siro e Materno il responsabile della Comunità pastorale ha rivolto ai fedeli un’omelia dal chiaro significato civile. Presenti sulle prime panche il nuovo sindaco, Carlo Moscatelli, e molti esponenti della Giunta

Un anno fa il suo Discorso alla Città (nelle immagini: il discorso integrale) – secondo alcuni osservatori – fu uno degli elementi che diede inizio al “terremoto politico” già incipiente che portò, di lì a poche settimane, alla caduta della giunta di centrodestra del sindaco, Simone Gargiulo, all’arrivo del commissario prefettizio, Alfonso Terribile, e poi alle elezioni che hanno portato alla vittoria del Polo civico – con sinistra ma anche moderati al governo – e alla nascita della giunta di centrosinistra del sindaco, Carlo Moscatelli. Mercoledì 31 dicembre, in occasione del Te Deum di fine anno, dall’ambone della Basilica dei Santi Siro e Materno il responsabile della Comunità pastorale di Desio, don Mauro Barlassina, ha di nuovo rivolto ai fedeli un’omelia dal chiaro significato civile. Presenti sulle prime panche, questa volta, c’erano il nuovo sindaco, Carlo Moscatelli, e molti esponenti della Giunta nata nella primavera del 2025. Una tradizione antica, a Desio, quella del Discorso alla Città del 31 dicembre. Molti ricordano ancora quelli di monsignor Piero Edmondo Galli, capace a volte di “fustigare” i costumi politici locali. Un modus operandi che non fu seguito da don Elio Burlon e don Gianni Cesena ed è stato invece ripreso da don Mauro Barlassina. Ma – rispetto al suo illustre predecessore – con uno spirito ben diverso. Sì, perché l’ultimo dei desideri dell’attuale parroco pare proprio quello di far cadere una Giunta ma anche solo di esprimere un giudizio sulla vita politica della città. Non rinunciando però al fatto che la Comunità cristiana possa essere uno stimolo e un lievito per la città. E, proprio in questo senso, le sue parole hanno centrato l’obiettivo, suscitando in città un forte dibattito.

Desio, il Discorso alla Città di don Mauro: “Dalla Frammentazione alla Comunione”

Già, ma cosa ha proposto, don Mauro Barlassina, nel Discorso alla Città del 2025? Un messaggio che “vola alto” ma che – nei quattro punti più specificamente dedicati a Desio – al punto tre pone l’attenzione sulla necessità di ripensare un modello di sviluppo del centro storico che ha portato alla presenza di tanti edifici storici vuoti e in disuso e alla presenza di tantissime case vuote e disabitate. Un centro storico che appare sempre più disabitato e deserto. Oppure popolato di anziani. Un problema serio, che svela uno spirito di osservazione acuto e lungimirante: «Uno dei problemi della nostra città – scrive don Mauro – è legato a un modello di sviluppo dove non sono stati recuperati immobili pubblici e privati, impoverendo sia il centro cittadino che le periferie, accrescendo così anche il divario sociale. Tutto questo è l’effetto di un certo immobilismo amministrativo e della fatica a trovare intese condivise a livello politico; ma è anche il risultato di un approccio troppo spesso legato ai meri interessi personali da parte dei singoli proprietari, a discapito del bene della città. Ne consegue che molte abitazioni del centro, per esempio, sono di fatto abbandonate e fatiscenti».

Desio, il Discorso alla Città di don Mauro: “Educare in sinergia”

Tra gli edifici da “ripensare” ci sono anche alcuni beni ecclesiastici, come il Centro di via Conciliazione, l’ex oratorio femminile e la chiesa di Santa Maria. Ed è un dato di fatto che il responsabile della Comunità pastorale, non senza un certo coraggio e visione del futuro, abbia dato inizio a un complesso iter per ripensarne l’uso e lo sviluppo futuro.

Desio, il Discorso alla Città di don Mauro: “La Cultura come ricchezza: sostenere le associazioni locali”

Importanti anche le riflessioni sui desiani di oggi. Al punto uno don Mauro propone di passare dalla frammentazione alla comunione: «Occorre favorire e implementare le relazioni tra le varie forze vive e presenti nel tessuto sociale». Al punto due invece insiste ancora sul tema dell’educare – già al centro degli impegni della Comunità pastorale: «Occorre scegliere di continuare a educare in sinergia». E al punto quattro sottolinea il valore della cultura come ricchezza: «Occorre sviluppare e, ancora prima, sostenere i luoghi e le realtà di promozione culturale già presenti in città». Un messaggio alto: chissà se gli attuali amministratori desiani prenderanno nota.