Città e hinterland purgatorio, il sindaco di Cesano Maderno risponde al quotidiano: «Pietà? Chi si ferma scopre una comunità»

Il Foglio ha dedicato una riflessione all’hinterland, da Milano alla Brianza: al sindaco di Cesano Maderno la definizione di purgatorio non è piaciuta.
Gianpiero Bocca, sindaco di Cesano Maderno
Gianpiero Bocca, sindaco di Cesano Maderno

Abbi pietà di loro che non vivono né a Milano né in Lombardia, bensì nel purgatorio intermedio. Coloro che vivono, o sopravvivono, nella fascia intorno alla metropoli e dunque in posti come Segrate e Cologno Monzese, come Seveso e Cesano Maderno, come San Donato e San Giuliano Milanese”. È l’attacco di un articolo, anzi una “Preghiera”, che il quotidiano Il Foglio nel fine settimana ha dedicato a quel grande territorio intorno a Milano, l’hinterland.

Senza apparentemente coglierne pregi se il giornalista nella sua rubrica ha scritto di “Comuni che non si possono definire paesi, avendo decine di migliaia di abitanti, e non si possono definire città, in quanto privi di status e di storia”. Chiedendo nel titolo “pietà per chi vive nell’hinterland milanese”.

Rubrica Il Foglio Hinterland
Rubrica Il Foglio Hinterland

Città e hinterland, il sindaco di Cesano Maderno risponde alla rubrica del Foglio

Un esercizio di analisi che il sindaco di Cesano Maderno, chiamato in causa, ha respinto al mittente. Scrivendo a sua volta al giornale “una risposta che, sono sicuro, interpreta anche il sentimento di tutta la nostra comunità”.

«Ho letto la “preghiera” sull’hinterland milanese – spiega Gianpiero Bocca, primo cittadino eletto a giugno 2022 – Confesso: stamattina ho guardato fuori dalla finestra del municipio di Cesano Maderno per verificare se davvero siamo nel purgatorio. Non ho visto anime dannate. Ho visto persone che portavano i figli a scuola, bar aperti, gente che andava al lavoro e qualcuno che correva al parco. Quotidiani segni di una “città viva”».

Per poi provare a capire: «Forse il problema è che chi passa veloce in macchina vede solo le tangenziali. Chi si ferma scopre una comunità. Detto questo, se davvero siamo nel purgatorio dell’hinterland, non ce la passiamo poi così male: possiamo gustare un ottimo risotto all’”oss bus” o un kebab, ma anche un buon caffè. I treni ci portano a Milano in meno di mezz’ora, ma la pizza non costa come lì».

Città e hinterland, il sindaco di Cesano Maderno risponde al quotidiano: arte, storia e pure il Giro d’Italia (che non arriva più a Milano)

Dopo la stoccata sui prezzi, che può reggere in alcuni casi ma non è che la vita in provincia costi meno che in città, l’orgoglio: «E poi una cosa è certa: se anche fossimo nel purgatorio, siamo un purgatorio vivo e operoso e con una storia centenaria. Non saprei spiegare diversamente lo splendore delle sale affrescate di Palazzo Arese Borromeo, dimora del Seicento, uno dei gioielli d’arte e storia dell’intera Lombardia, oggi sede espositiva che nell’ultimo anno ha richiamato circa 50.000 visitatori».

«Abbiamo avuto avvisaglie di come potrà essere il Paradiso lo scorso anno, quando in oltre 80.000 hanno salutato l’arrivo del Giro d’Italia in città – ha concluso Bocca L’autore è invitato a tornare: questa volta lo ospitiamo noi. Insieme scopriremo che l’hinterland non è un deserto urbano, ma una Brianza con molto senso dell’umorismo. La verità è semplice: l’hinterland non è il purgatorio di Milano. È la sua energia».

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