I dubbi sono più delle certezze. Perché, questa volta, la ripresa dell’attività produttiva deve fare i conti con fattori dalle conseguenze tuttora imprevedibili nella loro completezza.
Ogni riferimento al «nodo» dazi è, ovviamente, voluto. E poi, comunque, l’operato delle imprese è sempre condizionato dall’elevata tensione internazionale, dal costo delle materie prime e dell’energia. Anche in Brianza naturalmente, dove pure un nome di prestigio come STMicroelectronics, il Gruppo italofrancese produttore di semiconduttori, si trova al centro di una vertenza «pesante». Se ne riparlerà nell’incontro in calendario a Roma il 15 settembre: è prevista anche la partecipazione dei ministri Adolfo d’Urso, Imprese e Made in Italy, e Giancarlo Giorgetti, Economia e Finanze.
Di certo, per ora, c’è che il piano industriale presentato dall’azienda è stato respinto dai sindacati. Soprattutto perché innescherebbe un «taglio» occupazionale compreso tra i 800 e i 1500 addetti nel sito di Agrate. In quest’ultima unità, il più importante polo industriale dell’area brianzola, sono attualmente occupate 5.300 persone. «In pratica – riconosce Pietro Occhiuto, segretario generale Fiom Cgil Monza Brianza – noi siamo per una modifica sostanziale di questo piano. Chiediamo, tra le altre cose, che venga mantenuta la produzione dei wafer da 8 millimetri, in attesa che entri a regime la produzione di quelli da 12 millimetri». Alla Peg di Arcore, storica azienda specializzata nella realizzazione di prodotti per l’infanzia, è stato intanto siglato un accordo per la gestione di 95 lavoratori in esubero. Si ricorrerà anche alle dimissioni volontarie incentivate. Nei prossimi mesi le organizzazioni sindacali verificheranno pure la riconversione del sito ex Candy di Brugherio. Le linee produttive sono già state smantellate. L’Hub Service di Haier dovrebbe essere pronto per il luglio 2026. In questo caso l’occupazione preventivata è di 110 persone.
La ripresa economica in Brianza, effetto dazi e costo energia
Infine, altra questione aperta, è quella relativa all’impatto dei dazi statunitensi sulla vendita delle auto fabbricate in Germania. In Brianza sono circa 40mila i lavoratori impegnati nel comparto metalmeccanico. Di questi, 10mila operano nel settore auto, tradizionale fornitore di componenti per le più importanti case automobilistiche tedesche.
Incognite gravano pure sul farmaceutico, sul tessile e sulla gomma plastica. I primi due comparti occupano, rispettivamente, circa 10mila e 5mila persone.
«Le imprese della zona – commenta Ermanno Donghi, segretario generale Filctem Cgil Monza Brianza – investono con continuità; i problemi principali sono costituiti dal costo dell’energia e delle materie prime. Prossimamente potremo valutare con maggior precisione l’impatto dei dazi. In Europa, intanto, stanno arrivando prodotti cinesi sovvenzionati dallo stesso Stato cinese. Stessa cosa sta facendo l’India. Perché l’Europa è un mercato che attira, mentre gli Stati Uniti sono un mercato chiuso. L’Europa , purtroppo, non ha una strategia politica industriale comune».
La ripresa economica in Brianza, l’edilizia non trova personale specializzato
In edilizia, invece, resta sempre la difficoltà nel trovare personale specializzato. «Da un lato – spiega Giuseppe Mancin, segretario generale Feneal Uil Bergamo Brianza – l’effetto traino del superbonus 110% si è esaurito.Ma sul territorio stanno proseguendo i lavori per le opere legate alle Olimpiadi e alla Pedemontana. Nel settore legnoarredo, per ora, non abbiamo segnali negativi relativi alle conseguenze dei dazi. Merito anche delle commesse ancora da evadere»