Besanino e lo stop per Pedemontana da settembre: «Riattivare la Seregno-Carnate»

Secondo tavolo di lavoro per le soluzioni alla sospensione della linea S7 Besanino da settembre tra Triuggio e Villasanta per i cantieri di Pedemontana.
Treni S7 Besanino Pedemontana Lucente tavolo tecnico Regione Lombardia
Treni S7 Besanino Pedemontana Lucente tavolo tecnico Regione Lombardia

Alcune informazioni più concrete, un paio di richieste comuni e trasversali alla politica, la preoccupazione per il destino dei pendolari che utlizzano quotidianamente il Besanino e che da settembre 2026, per un anno, dovranno affrontare la sospensione della linea S7 tra Triuggio e Villasanta a causa dei cantieri di Pedemontana.

Besanino e lo stop per Pedemontana da settembre: secondo tavolo di lavoro

Mercoledì 18 marzo si è svolto il secondo tavolo di lavoro con l’assessore regionale ai Trasporti Franco Lucente alla presenza dei sindaci della Brianza e del lecchese interessati dalla tratta, dei consiglieri regionali del territorio e dei rappresentanti di Trenord e Pedemontana. Ne è emerso un quadro un po’ più chiaro ma non ancora definito.

Besanino e lo stop per Pedemontana da settembre: i bus sostitutivi

I sindaci hanno portato i risultati dei sondaggi sottoposti ai pendolari, e che hanno ricevuto più di mille risposte; sul tavolo le proposte di autobus sostitutivi per colmare il vuoto che sarà lasciato dai treni e per potenziare i collegamenti anche verso anche le altre linee: bus tra Triuggio–Villasanta lungo la tratta esistente e tra Triuggio e la stazione di Arcore.

Su tutte la richiesta – perorata dalla Lega al Pd, passando per Forza Italia – di riattivare la linea Seregno-Carnate, dismessa da qualche anno per i pendolari.

Besanino e lo stop per Pedemontana da settembre: Corbetta (Lega) e la Seregno-Carnate

«Bene la proposta dei servizi sostitutivi, con bus tra Triuggio–Villasanta lungo la tratta esistente e tra Triuggio e la stazione di Arcore, ma serve un controllo continuo sulla loro efficienza e capacità di carico per ridurre al minimo i disagi – ha commentato Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Regione – Serve inoltre prestare attenzione ai servizi sostitutivi per gli studenti delle scuole superiori che insistono lungo la tratta. Dai sindaci del besanese è stato chiesto di valutare autobus sostitutivi per la parte nord verso altre linee, ad esempio la R16 da Arosio, in modo da sgravare il carico su Triuggio e garantire un servizio alternativo ai pendolari di quell’area per raggiungere Milano.  Ringrazio l’assessore Lucente e tutti i soggetti coinvolti per il confronto concreto su cui saranno necessari nuovi aggiornamenti».

E poi: «Ho chiesto con forza la riapertura della tratta Seregno–Carnate, che può servire ad alleggerire il problema della sospensione del Besanino e in generale rappresenta un servizio per la Brianza che deve essere riattivato e mantenuto attivo. Una richiesta portata avanti anche da altri sindaci su cui abbiamo dato un forte mandato per ripristinare finalmente la linea sospesa dal 2019. Bene incontro di oggi ma situazione va monitorata in modo costante per ridurre i disagi che comunque ci saranno».

Besanino e lo stop per Pedemontana da settembre: Ponti (Pd) e la collaborazione istituzionale

D’accordo anche Gigi Ponti, consigliere regionale del Partito democratico. «L’incontro è stato utile, ma ancora interlocutorio – ha sottolineato il politico cesanese – A 5 mesi dalla chiusura della tratta, che coinvolgerà migliaia di passeggeri, non c’è ancora una proposta definita. In realtà, se si vuole inserire una risorsa aggiuntiva nel servizio ferroviario bisogna prevedere la riapertura ai passeggeri della Seregno-Carnate, una possibilità che in apertura non è stata menzionata dall’assessore Lucente, ma è stata rimessa al centro della discussione da più interventi che ne hanno segnalato l’importanza. Registro con interesse il fatto che Lucente, alla chiusura dell’incontro, ha recepito una serie di istanze, tra cui proprio la riattivazione della Seregno-Carnate, che devono però ancora essere messe a sistema».

Poi l’appello alla collaborazione e soprattutto la comunicazione: «Ora serve capire quando saranno pronte le linee strategiche dell’assessorato per far fronte a una situazione oggettivamente complicata, quando sarà pronta una relazione tecnico-trasportistica, che tenga conto del sondaggio fatto dai sindaci, e quali risorse economiche saranno stanziate per la bigliettazione, la comunicazione e soprattutto i servizi aggiuntivi. La collaborazione istituzionale deve continuare con ritmo serrato perché la necessità è quella   di arrivare prima della pausa estiva a elaborare una proposta adeguata ai bisogni della Brianza, sia monzese che lecchese».

Besanino e lo stop per Pedemontana da settembre: anche Dozio (Forza Italia) per la Seregno-Carnate

Seregno-Carnate necessaria anche per il consigliere forzista Jacopo Dozio. «Regione Lombardia in stretta collaborazione con Rfi e Trenord non lascerà a piedi nessun pendolare per l’interruzione del Besanino da settembre – ha commentato – Saranno attivati dei servizi bus sostitutivi tra Triuggio e Villasanta per consentire i lavori dei cantieri di Pedemontana, mentre le corse dei treni proseguiranno da Milano Porta Garibaldi a Villasanta e da Triuggio fino a Lecco. Importante riattivare i treni per i viaggiatori sulla linea Seregno-Carnate per rispondere in modo concreto alla richiesta dei pendolari del nostro territorio».

Besanino e lo stop per Pedemontana da settembre: Sassoli (Noi Moderati) e l’assenza di Monza

Guarda invece verso Monza la consigliera Martina Sassoli di Noi Moderati. «Se già oggi Trenord fatica a garantire un servizio adeguato – ha analizzato l’ex assessore monzese – da settembre il rischio è un caos annunciato. Oggi si chiede a Regione Lombardia e ai sindaci di intervenire, ma siamo già in ritardo e preoccupa l’assenza del Comune di Monza ai tavoli di coordinamento: una scelta che dà l’idea di un capoluogo solo sulla carta e privo di visione. Le ricadute colpiranno anche Monza e Villasanta, con il rischio concreto che l’area di Monza Sobborghi diventi un enorme parcheggio a cielo aperto. Grave anche il ritardo sulla fermata Monza Est: annunciata in pompa magna nel 2024, oggi non è nemmeno partita. Avrebbe potuto rappresentare una valvola di sfogo fondamentale per evitare il collasso».

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