Arcore, il dialogo a Cascina del Bruno continua: corso di teatro per i più giovani

Un corso di teatro è il primo frutto concreto del dialogo che si è aperto tra il sindaco di Arcore, Maurizio Bono, e i ragazzi di Cascina del Bruno.
Maurizio Bono Arcore
Maurizio Bono Arcore Valeria Pinoia

Sarà un corso di teatro il primo frutto concreto del dialogo che si è aperto tra il sindaco di Arcore, Maurizio Bono, e i ragazzi (ma non solo loro) di Cascina del Bruno. Dopo la pizzata (offerta dal primo cittadino) lo scorso venerdì il dialogo è proseguito.

Giovedì 27 novembre Bono ha incontrato gli adulti della frazione e domenica vedrà di nuovo i ragazzi. La prima proposta a cui amministrazione e residenti stanno lavorando è quella di un corso di teatro. Le prove inizieranno già il prossimo mese nella chiesetta di Cascina del Bruno grazie alla collaborazione degli Amici del Bruno, del comitato di frazione e della compagnia teatrale il Quadrifoglio.

«Sono molto contento di questa proposta che ai ragazzi piace molto – racconta Bono – Lo scopo è principalmente quello di creare uno spazio dove i ragazzi possano trovarsi e stare insieme in maniera costruttiva, possibilmente nel rispetto delle regole di convivenza». Oltre ai giovani della frazione il sindaco ha incontrato anche i residenti che la scorsa estate si erano lamentati per i troppi schiamazzi serali: «I residenti comprendono le esigenze dei giovani, vogliono solo che venga rispettato il loro riposo. E così sarà».

Per i mesi invernali i ragazzi utilizzeranno la chiesetta per le lezioni del corso di teatro. Poi per l’estate si sposteranno all’aperto, «dove sono già presenti i campi di pallavolo e calcetto stiamo pensando di predisporre una pedana per gli spettacoli all’aperto».

L'autore

Nata nell’anno dei due presidenti e dei tre papi. Scrivo per il Cittadino dal 2009, prima solo per l’edizione cartacea poi per la tv e il sito per cui realizzo anche servizi video. Mi occupo di chiesa locale, cronaca, volontariato, terzo settore, carcere. Con l’associazione Carcere Aperto nel 2011 ho realizzato insieme al fotografo Antonio Pistillo la mostra “Guardami”, dove abbiamo raccontato le storie dei detenuti della casa circondariale di Monza.