Seregno, la statua di San Giovanni Paolo II ha di nuovo la croce pastorale

Un elaborato sostitutivo è stato collocato al posto di quello scomparso nell'agosto dello scorso anno, notizia che aveva fatto parlare i mass media ed indignato la popolazione
Seregno 2026 statua San Giovanni Paolo II
La statua con la sua nuova croce pastorale (Maurizio Esni)

Una novità lieta ha accompagnato i fedeli che frequentano la basilica San Giuseppe di Seregno e, più in generale, quelli che risiedono in città nella Settimana santa, che ha introdotto la Pasqua, celebrata in tutto il mondo domenica 5 aprile. Ad otto mesi di distanza da una notizia di cronaca che fece in breve il giro dei mass media, non solo di quelli locali, la Fonderia Cubro di Novate Milanese ha collocato la nuova croce pastorale sulla statua che, a sinistra di chi guarda il sagrato dell’edificio ecclesiastico, raffigura San Giovanni Paolo II, in luogo di quella scomparsa nell’agosto dello scorso anno.

Statua: la lunga amicizia tra il Pontefice e la città

Un intervento che ha sanato quella che per molti era una ferita, alla luce della devozione che è riconosciuta alla figura del Pontefice polacco, ma anche del suo lungo rapporto di amicizia con Seregno, cominciato con il dono di un concerto di campane per la chiesa di San Floriano in Cracovia, negli anni sessanta, realizzato dalla Fonderia Ottolina di via Solferino per rimpiazzare gli strumenti che erano stati sottratti dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Lo stesso San Giovanni Paolo II ebbe l’opportunità di ammirare la statua, allora posizionata al centro della piazza Concordia, in occasione della storica visita del 21 maggio 1983, la sola da Papa, dopo le precedenti risalenti al periodo in cui era vescovo ausiliare o arcivescovo di Cracovia. L’elaborato bronzeo è opera di Antonio De Nova, artista oggi novantunenne, che ha collaborato alla sistemazione.

L'autore

Seregnese, classe 1973, lavoro a “Il Cittadino di Monza e Brianza” dal 1998 e mi occupo dei paesi della Brianza Nord. Presidente del Circolo culturale San Giuseppe di Seregno tra il 2013 ed il 2019, ho curato in prima persona o partecipato alla stesura di più di una ventina di pubblicazioni, tutte riguardanti storie o personaggi della città in cui sono cresciuto e vivo.