Fumata nera, anzi nerissima. Tornano da Roma con un nulla di fatto le sigle sindacali che mercoledì 7 ottobre si sono incontrate al Ministero delle imprese e del Made in Italy per discutere (ancora) del futuro della Peg Perego di Arcore. Grande assente la famiglia Perego. Una mancanza che è pesata come un macigno e che di fatto ha confermato la distanza ormai incolmabile tra l’azienda e i lavoratori.
Peg Perego, fumata nera all’incontro al ministero: azienda assente, l’amarezza dei sindacati
«È un’assenza inaccettabile – hanno tuonato i rappresentanti di Fim Cisl e Fiom Cgil di Monza e Brianza – ognuno deve prendersi le proprie responsabilità e metterci la faccia, come hanno fatto le lavoratrici e i lavoratori in questi anni».
Alla riunione si sarebbe dovuto discutere del piano industriale di Peg Perego in Italia ma l’azienda non ha presentato alcun progetto di riorganizzazione, riqualificazione e reindustrializzazione per scongiurare nuovi licenziamenti.
«Di fatto non abbiamo avuto alcuna risposta sulla permanenza produttiva della Peg Perego nel nostro Paese. Dopo sei incontri stiamo ancora chiedendo quale sarà il destino degli stabilimenti», dicono i sindacati. E tra quelli appesi a un filo c’è la sede di Arcore. «Questo tipo di atteggiamento – continuano le rappresentanze sindacali – è uno schiaffo alle lavoratrici e lavoratori».
Peg Perego, fumata nera al ministero: discussione su San Donà di Piave, non su Arcore
All’incontro era presente anche la rappresentanza di Fim Cisl e Fiom Cgil di Venezia perché nella crisi della Peg Perego è coinvolto anche lo stabilimento di San Donà di Piave. E proprio di questa sede (e non di quella arcorese) si è discusso. Per il ramo veneto, infatti, si sono esposte due aziende con manifestazioni di interesse: una operante nel settore navale e l’altra in quello dell’arredamento. Sono queste le uniche informazioni emerse dal tavolo.
«Per lo stabilimento di Arcore si è parlato di progetto di piano industriale triennale presentato al momento solo agli istituti di credito. L’azienda non ha fornito nessun’altra informazione sulle linee guida che hanno utilizzato per la costruzione di questo piano industriale al momento segreto», commentano con amara ironia i sindacati monzesi.
Peg Perego, fumata nera al ministero: i prodotti made in China presentati alla fiera del settore
Il destino ormai tutto cinese dell’azienda un tempo leader nel settore della prima infanzia è realtà. La conferma del trend arriva da Colonia, dove si è svolta la recente fiera del settore.
Qui Peg Perego ha presentato due nuovi passeggini e un seggiolone completamente made in China. «Anche questo un segnale molto preoccupante per il futuro della produzione dei due stabilimenti in Italia, con l’aumento della delocalizzazione delle produzioni in Cina e nei paesi low cost, ma continuando a sostenere il marchio Peg Perego come Made in Italy».
Il prossimo incontro al Mimit sarà per il 1 dicembre. «Per quella data ci aspettiamo il piano industriale che salvaguardi la presenza produttiva e l’occupazione dell’azienda nel nostro Paese».