Meglio lasciare la parola a chi lì dentro c’è stato a lungo, indossando entrambe le maglie: quella dei bauscia e quella dei casciavit, interisti e milanisti.
Lui è Aldo Serena, il ragazzo di Montebelluna classe 1960 che avrebbe giocato nell’Inter in quattro periodi diversi, nel Milan in altre due (incluse le due stagioni con cui ha chiuso la carriera nel 1993),oltre che in Como, Bari, Juventus, Torino, Nazionale per sei anni consecutivi, partecipando al non memorabile Mondiale di Italia ‘90. Sono le sue parole ad aprire il libro “Il secolo di San Siro in 100 date (più una) da ricordare” di Claudio Colombo e Fabio Monti, che ripercorre nell’anno in cui la giunta di Milano intona il de profundis della Scala del calcio il centenario dello stadio, inaugurato il 19 settembre. Tanto calcio, tantissimo. Tanti concerti, luogo storico per molti: per primo Bob Marley, poi Bruce Springsteen ma anche Vasco Rossi.
Luci a San Siro: 100 anni di stadio (quasi) al lumicino in un libro, i milanesi
Gli interisti nel 1926 snobbarono il nuovo stadio di San Siro (dedicato a una piccola chiesa lì intorno) per continuare a giocare nella centralissima Arena di Milano, per poi cedere qualche tempo dopo a uno stadio per l’epoca rivoluzionario, in Italia: l’aveva voluto il presidente del Milan, se non bastasse il resto a tenersene lontani. Poi ci arrivarono, in modo stabile. E come tutti i milanesi, l’hanno visto crescere, con tappe fondamentali: quella degli anni Cinquanta del secondo anello, quando l’esterno si è traformato in un gelato ritorto che ancora vediamo, quella dei Novanta, quando è arrivato il terzo anello e la copertura totale delle tribune.
Luci a San Siro: 100 anni di stadio (quasi) al lumicino in un libro, il futuro e il nuovo stadio
Addio a tutto questo a partire dall’anno prossimo, secondo le previsioni: nella seconda metà del 2027, stando a quanto detto ancora in estate dal Comune di Milano, sono previsti i cantieri per edificare poco più in là il nuovo discusso stadio. Per la giunta di Beppe Sala, l’augurio è la “prospettiva di candidatura di Milano alla fase finale del Campionato europeo di calcio Uefa 2032”, ha detto la vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana Anna Scavuzzo.
“Tanti anni dopo, quando i miei due figli Giorgio e Giulio erano ancora piccoli e potevo sistemarli nel seggiolino della bicicletta, partivamo da casa, in corso Sempione, e li portavo a San Siro. Nel deserto e nel silenzio di quei pomeriggi raccontavo il mestiere del loro papà e che cosa rappresentasse per lui quell’edificio così maestoso” ha scritto ancora Serena per il libro di Meravigli ma non serve essere stato un giocatore per sentirsi parte di quel luogo: basta averlo frequentato, da tifosi, da appassionati.
Bastava il seggiolino che sobbalzava al ritmo dei salti delle tifoserie, la salita e la discesa a chiocciola, il cuscinetto con elastico da mutanda poi diventato bretella di plastica, la neve sui gradoni per i più vecchi, gli sguardi al campo e alle panchine, quell’unica, enorme, unisona voce che esplodeva ed esplode a ogni gol segnato. Quanti milioni di facce hanno puntato i loro occhi su quel rettangolo inseguendo palla e giocatori?
Luci a San Siro: 100 anni di stadio (quasi) al lumicino in un libro, le cento date di Colombo e Monti
Per ritrovarli, basta percorrere le cento e una data che Colombo hanno messo in fila nel loro libro, ritrovando episodi vicini e lontani che hanno scandito uno degli stadi più importanti del mondo attraverso un secolo che sembra destinato a scomparire. Ma non nelle pagine, nelle cronache, nella memoria. “L’obiettivo è far giocare la partita inaugurale nel 2031, dopodiché sarà abbattuto al 90 percento”. Poi, con Vecchioni, ”luci a San Siro non ne accenderanno più”.