Aggressione di corso Como, respinti i domiciliari per il monzese condannato a 20 anni

Respinta la richiesta di scarcerazione per il monzese di 19 anni condannato in primo grado per tentato omicidio e rapina di 50 euro in corso Como a ottobre 2025.
Il Tribunale di Milano
Il Tribunale di Milano

È stata respinta la richiesta di scarcerazione per i domiciliari per il monzese di 19 anni condannato in primo grado a 20 anni di reclusione per tentato omicidio e rapina di 50 euro ai danni dello studente Davide Cavallo, 22enne rimasto gravemente ferito con seri rischi di invalidità. I fatti risalgono all’ottobre 2025, la vittima era stata aggredita con un coltello in corso Como a Milano. Durante il processo aveva presentato una lettera con cui aveva perdonato i suoi aggressori, tra cui anche tre minorenni, chiedendo anche di incontrarli prima della sentenza.

Aggressione di corso Como, respinti i domiciliari per il monzese condannato a 20 anni: non avrebbe mostrato reale pentimento

Secondo il giudice per le indagini preliminari di Milano, il monzese si “è limitato a chiedere genericamente scusa per le proprie azioni“, parole che “non erano supportate dalla minima reale assunzione di responsabilità per la propria condotta“. Non si può, poi, “riporre un simile affidamento in un individuo che ha già mostrato di essere pronto ad affrontare conseguenze penali gravissime” pur di “vedere soddisfatto il futile desiderio di auto affermazione agli occhi degli amici con cui si apprestava a trascorrere una serata in discoteca“.

Dopo la condanna è stato ammesso dallo stesso giudice a un percorso di giustizia riparativa, come chiesto dallo stesso imputato, difeso dall’avvocato Amedeo Rizza. I genitori della vittima avevano chiesto in una memoria depositata che la richiesta degli arresti domiciliari non fosse accolta.

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