Giussano, Domenico Zuccarella è morto: primo caso di suicidio assistito gestito dal sistema regionale

Domenico Zuccarella è morto il 25 agosto: ha ottenuto l’assistenza del Servizio sanitario regionale nella scelta di suicidio medicalmente assistito. 
Giussano 2026 Domenico Zuccarella suicidio assistito
Domenico Zuccarella

Sul suo caso i riflettori si erano accesi nel mese di giugno: Domenico Zuccarella, 59 anni di Giussano, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, è morto il 25 agosto dopo aver ottenuto l’assistenza del Servizio sanitario regionale lombardo per attuare la propria scelta di suicidio medicalmente assistito. 

È la terza persona in Lombardia e si tratta del primo caso preso in carico interamente dal Servizio sanitario regionale, compresi l’assistenza sanitaria, il farmaco e la strumentazione necessari e l’individuazione del luogo nel quale procedere avendo richiesto che non fosse il suo domicilio.

Giussano, Domenico Zuccarella è morto: aveva raccontato la sua condizione nove mesi dopo la richiesta

Zuccarella aveva reso nota la sua condizione quando, dopo 290 dall’8 novembre 2025 in cui aveva presentato la propria richiesta all’Asst Ovest Milanese, non aveva ancora ottenuto una risposta. Oltre nove mesi di silenzio, nonostante le linee guida regionali “del 13 maggio 2026 prevedano un termine massimo complessivo del procedimento di 145 giorni, pari a quattro mesi e tre settimane” sottolinea l’associazione Luca Coscioni che ha garantito l’assistenza anche legale.

Il collegio dell’Associazione Luca Coscioni, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo con gli avvocati Francesca Re, Angioletto Calandrini e Alessia Cicatelli, aveva presentato a fine maggio un ricorso d’urgenza al tribunale chiedendo “che la procedura fosse conclusa in tempi compatibili con la progressione della sua malattia, e che, in caso di verifica positiva, venisse concretamente organizzata anche la fase attuativa“. Il 25 giugno l’Asst aveva comunicato di avere ricevuto dal Comitato etico, che aveva esaminato la documentazione il 20 maggio, una richiesta di ulteriori approfondimenti sulle condizioni di Domenico. Lo scorso 23 giugno, in udienza, Domenico aveva espresso direttamente al giudice il peso dell’attesa: “Sono stanco, non ne posso più”.

Giussano, Domenico Zuccarella è morto: la presa in carico del Sistema sanitario regionale

Il percorso si è infine concluso all’interno del Servizio sanitario regionale lombardo, non limitandosi alla verifica dei requisiti. Il servizio pubblico ha organizzato anche la fase attuativa con il personale sanitario disponibile su base volontaria secondo la modalità di autosomministrazione del farmaco necessario compatibile con le condizioni dell’uomo, pienamente capace di assumere decisioni libere e consapevoli. Ha scelto anche di donare il corpo alla ricerca scientifica, attivando la procedura prevista.

Diversi gli strumenti di tutela che sono stati messi a disposizione: l’amministratore di sostegno, che ha affiancato Zuccarella negli aspetti amministrativi; l’Ufficio di Pubblica Tutela Ovest Milanese al quale sono stati segnalati i ritardi; e, infine, la tutela giudiziaria urgente.

Giussano, Domenico Zuccarella è morto: «Oggi esiste un percorso concretamente tracciato»

«Domenico è morto con la speranza che ciò che aveva ottenuto possa essere utile ad altre persone nella sua stessa situazione – commentano Filomena Gallo e Marco Cappato, segretaria nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni – Oggi in Lombardia esiste dunque un percorso concretamente tracciato: dalla richiesta di verifica alla tutela contro i ritardi, fino alla presa in carico della procedura, dell’assistenza e del luogo da parte del Servizio sanitario regionale. Non soltanto un’affermazione di principio, ma una strada percorsa fino in fondo nel servizio pubblico, che da oggi potrà essere più chiara per chi verrà dopo. Anche la scelta di donare il proprio corpo alla ricerca aggiunge un ulteriore passo. Questo è ciò che Domenico ci lascia: piccoli passi in più per la libertà degli altri. Per evitare che la procedura sia condotta in tempi così lunghi, e anche per evitare che un futuro assessore alla Salute possa disfare tutto con un tratto di penna, è fondamentale che il Consiglio regionale approvi la legge di iniziativa popolare ‘Liberi subito’ sulla quale è in corso la raccolta firme e che chiediamo al Consiglio regionale di approvare già in questa legislatura»

L'autore

È la redazione del Cittadino, uno e tutti: garantisce il flusso costante delle notizie. Senza fermarsi.