Carate Brianza, in commissione Servizi sociali aggiornamenti sull’ospedale cittadino. Si è svolto mercoledì 8 luglio l’incontro promosso dall’amministrazione, cui sono stati invitati gli esponenti dell’Asst Brianza. La seduta si è aperta con l’intervento del sindaco Luca Veggian, cui è seguito quello del direttore generale dell’azienda sanitaria Carlo Tersalvi. Tra le principali novità illustrate, la realizzazione di un ospedale di comunità all’interno del presidio cittadino, con la conversione di 20 posti letto (con funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero). È stato, inoltre, confermato il rinnovamento del reparto di odontoiatria speciale, una delle eccellenze del territorio. Spazio anche alla Medicina Interna con una sempre maggiore specializzazione nell’ambito geriatrico. Sono stati illustrati anche gli investimenti effettuati negli ultimi anni sul presidio ospedaliero, superiori ai 10 milioni di euro, destinati alla riqualificazione del monoblocco, all’acquisto di nuove apparecchiature, alla sostituzione della Tac, all’adeguamento degli impianti elettrici, ai lavori di prevenzione incendi tuttora in corso e al rinnovo delle grandi apparecchiature diagnostiche finanziate con il Pnrr. Sono previsti ulteriori investimenti stimati in circa 15 milioni di euro, necessari per completare gli adeguamenti antincendio, realizzare un nuovo ascensore montalettighe, ristrutturare facciate e infissi e riqualificare il blocco operatorio e il blocco parto.
Ospedale: l’affondo di Anna Vergani (Partito democratico)
Così Anna Vergani, vicepresidente della commissione servizi sociali e consigliera comunale del Partito democratico: «Abbiamo accolto con favore il confronto con i dirigenti dell’Asst Brianza e i relativi piani di potenziamento legati sia alla struttura ospedaliera sia alla medicina del territorio. Tuttavia, questi sforzi non riescono a compensare le gravi carenze strutturali del sistema sanitario regionale, che continuano a penalizzare i cittadini nella vita di tutti i giorni. I tempi di attesa per visite ed esami rimangono lunghissimi e, come ci è stato confermato durante la serata, non si intravede un’inversione di rotta mentre già oggi ben 50mila residenti, che diventeranno 70mila, sono privi del medico di base. A questo si aggiunge la decisione di escludere al momento l’apertura nel nostro Comune di una casa di comunità, anche nella sua formula semplificata, che avrebbe rappresentato un presidio di prossimità essenziale per garantire un primo accesso ai servizi sociosanitari e per supportare i soggetti più fragili vicino a casa. Il divario tra le necessità della popolazione e i servizi reali resta drammatico e dimostra come la gestione ordinaria non sia più sufficiente. È necessaria, a nostro parere, una riforma profonda del modello sanitario lombardo, fondata sul principio dell’universalità per garantire l’accesso alle cure a tutti i cittadini senza discriminazioni economiche o territoriali». L’incontro era aperto alla cittadinanza.