Agrate, i robot rubano il lavoro: diffida dei sindacati a ST, 70 posti a rischio

Terminata la sperimentazione dei nuovi servizi automatizzati il timore è che i "lavoratori robot" possano portare all'interruzione di 70 posti di lavoro umani
La St di Agrate Brianza
La St di Agrate Brianza Michele Boni

Una diffida formale a “sospendere ogni procedura di cessazione dei rapporti di lavoro in staff leasing” . E’ la frontiera tecnologica quella da cui arrivano i nuovi rischi per i posti di lavoro all’interno di St Microelectronics. Che l’inserimento dei nuovi sistemi automatizzati avesse fatto alzare le orecchie ai rappresentanti sindacali è cosa di mesi fa, ma ora la vicenda sembra arrivata al punto di svolta. La sperimentazione, come comunicato dalla stessa azienda alla Rsu aziendale, è giunta infatti alla conclusione e il colosso hi-tech avrebbe intenzione non solo di confermare l’affidamento della logistica ai “lavoratori – robot”, ma anche di provvedere, di conseguenza, all’interruzione graduale dei rapporti di lavoro in essere per i contratti in staff leasing, ossia quei contratti in cui il lavoratore è assunto da un’agenzia interinale e poi “prestato” ad un’azienda che ne fa richiesta.

Sul piatto, per quanto riguarda il polo agratese, ci sono 70 posti di lavoro. Da qui la decisione dell’Unione sindacati di base (Usb) di procedere con una formale diffida inviata a St e per conoscenza al ministero per le Imprese (Mimit), al Dipartimento per le politiche per le imprese e all’Unità di crisi sempre del Mimit, a Regione Lombardia – in particolare all’attenzione dell’assessorato allo Sviluppo economico, a tutti i gruppi politici regionali e alla Rsu azienda.

Agrate, la diffida a ST: “sospendere la cessazione dei rapporti di lavoro in staff leasing”

Usb – si legge nel documento «diffida dal dare attuazione a qualsiasi provvedimento che comporti l’uscita, la mancata proroga o comunque la cessazione dei rapporti di lavoro dei lavoratori interessati, nelle more dell’apertura e della conclusione del confronto istituzionale richiesto dalle organizzazioni sindacali presso il ministero delle imprese del made in Italy».
Secondo la rappresentanza di Usb, infatti – «una decisione di tale portata, con evidenti ricadute occupazionali e sociali, non» può «essere assunta unilateralmente senza un preventivo confronto presso le sedi istituzionali competenti, tanto più in una fase in cui le organizzazioni sindacali hanno formalmente richiesto l’intervento del ministero per affrontare le conseguenze occupazionali derivanti dai processi di automazione e riorganizzazione produttiva».

Agrate, il timore dei sindacati che possa estendersi anche agli altri lavoratori salvati dal ritiro esuberi

Anche perché, così pare di capire, il rischio è che dai lavoratori in staff leasing, il timore è che possa estendersi anche agli altri lavoratori, quelli “salvati” dal ritiro degli esuberi che, tuttavia – sempre secondo quanto riferito dalle rappresentanze sindacali – sarebbero però oggetto in questo periodo di numerosi provvedimenti disciplinari tali da scoraggiare la permanenza in azienda. Da qui la necessità, reiterata, di avere dal ministero al più presto la convocazione di un tavolo che oramai attende dalla fine dello scorso anno. Usb ha inoltre invitato tutti i lavoratori «che abbiano ricevuto richieste a segnalarlo ai delegati Usb».

L'autore

Giornalista professionista dal 4 luglio 2008, mi sono occupata per lo più di cronaca. Politica, nera e giudiziaria per quotidiani nazionali e settimanali locali. Dallo scorso settembre sono tornata a ilCittadino. Amo la fotografia e i cani perché non usano parole. Che sono preziose. Sono più i dolori delle gioie, ma il giornalismo, per me, è ancora il Mestiere. Con la maiuscola.