Lissone, luna park e bancarelle in zona stazione: “Una scelta sbagliata e pericolosa”

Trasloco della festa patronale, Daniele Fossati (Lissone in Movimento): "Forte afflusso di pubblico a pochi metri dai binari della ferrovia"
A Lissone tornano le giostre
Il una park della festa di Lissone Elisabetta Pioltelli

Fermare e riconsiderare da zero la decisione della giunta Borella di Lissone di trasferire il luna park e le bancarelle della fiera patronale 2026 nell’area della stazione ferroviaria. È la richiesta di Daniele Fossati, consigliere comunale di maggioranza (Lissone in Movimento). Una presa di posizione netta, che mette in fila criticità logistiche, problemi di sicurezza e un malcontento crescente tra residenti e pendolari.

La scelta dell’Amministrazione nasce dalla necessità di avviare i lavori di riqualificazione in piazzale degli Umiliati, storica sede del mercato e della festa patronale. Un cantiere lungo dodici mesi impone una soluzione temporanea. Ma la soluzione individuata – piazzale della Stazione, via della Pinacoteca e vie limitrofe – secondo Fossati è la peggiore possibile: un’area già congestionata, densamente abitata e fondamentale per la mobilità quotidiana di centinaia di pendolari.

Lissone, le perplessità sul trasloco della patronale in zona stazione

Il documento presentato spiega che il trasferimento del luna park in zona stazione non è solo scomodo, è potenzialmente pericoloso. La planimetria prevede l’installazione di attrazioni, generatori, strutture temporanee e un forte afflusso di pubblico a pochi metri dai binari. Una scelta che sembra in contrasto con la normativa: bisogna infatti garantire una fascia di rispetto di almeno 30 metri dal limite della rotaia più vicina. A oggi non risulta alcun parere preventivo del gestore ferroviario.

Il consigliere evidenzia anche l’impatto sulla vita quotidiana dei residenti. La zona stazione è già al limite: parcheggi saturi, traffico intenso, pressione veicolare costante. Sottrarre per settimane gli spazi di sosta, aggiungere rumore, emissioni, affollamento e barriere commerciali significa aggravare una situazione già fragile. «Non si tratta di un semplice fastidio da cantiere – scrive Fossati -. È una scelta che non tiene conto della reale conformazione urbanistica della zona».

L’ordine del giorno di Fossati (Lissone in Movimento): “Sospendere e rivedere la decisione del trasloco della patronale”

L’ordine del giorno chiede quattro impegni precisi al sindaco Laura Borella e alla Giunta. Primo: sospendere immediatamente la decisione e rivederla. Secondo: aprire un tavolo tecnico urgente per verificare il rispetto delle distanze di sicurezza e interpellare formalmente Rfi. Terzo: individuare un’area alternativa, fuori dalla zona stazione, con spazi adeguati, parcheggi e minore impatto acustico e viabilistico. Quarto: coinvolgere comitati di quartiere, pendolari e operatori dello spettacolo viaggiante in un percorso partecipato che tuteli la tradizione della festa patronale senza sacrificare la vivibilità dei cittadini.

Fossati ricorda che la festa patronale è un appuntamento identitario, ma non può essere organizzata ignorando sicurezza, mobilità e qualità della vita. Il trasferimento in zona stazione, così come concepito, rischia di mettere in difficoltà lavoratori, studenti e residenti, oltre a creare un potenziale conflitto con le norme ferroviarie. Il messaggio politico è netto: la città merita una soluzione che non scarichi sui quartieri più fragili il peso di una scelta organizzativa. E la Giunta, secondo Fossati, deve fermarsi prima che la macchina amministrativa renda irreversibile una decisione che molti cittadini considerano incomprensibile.