Vimercate: ecco il data center all’ex Ibm, il maxi progetto che cambia la città

QTS Data Centers - la società che realizzerà l’impianto all'ex Ibm - si è presentata ufficialmente a Vimercate.
Vimercate Data Center ex Ibm
Vimercate Data Center ex Ibm

Il colpo d’occhio c’è ed è notevole. Il campus tecnologico che sorgerà sull’ex area Ibm trasformerà Vimercate. Per molti in senso positivo, portando nuova tecnologia, 700 posti di lavoro stimati e valorizzando il territorio. Per altri in senso negativo, consumando terreno (è pur vero che si tratta di un’area dismessa) e impattando su quella parte di Brianza che – Pedemontana esclusa – è riuscita a resistere più a lungo di altre ai maxi insediamenti. Edilizi e non. Anche per questo la scorsa settimana QTS Data Centers – la società che realizzerà l’impianto sui quasi 280mila metri quadrati di superficie – si è presentata ufficialmente alla città con un incontro organizzato in biblioteca civica. Un debutto in piena regola che ha visto i vertici aziendali a tu per tu con speranze e timori dei vimercatesi.

Vimercate: ecco il data center all’ex Ibm, l’intervento

L’intervento è maxi. Nel dettaglio si tratta di tre edifici dedicati a contenere i server destinati alla conservazione dei dati e una palazzina direzionale che ospiterà il personale e le altre funzioni. A pieno regime le stime parlano di una potenza elettrica di 220 megawatt con 133 generatori di emergenza per una potenza di 1.000 megawatt La fornitura di energia per le macchine arriverà dalla nuova sottostazione che verrà realizzata da Terna e che servirà peraltro anche il data center di via Santa Maria Molgora. Un dettaglio: i consumi elettrici non avranno impatti sulla normale fornitura elettrica cittadina.

L’intervento, va precisato, è in attesa di Vas in sede di ministero dell’Ambiente – la data prevista per la chiusura della pratica è il 12 luglio – ma l’idea è che tutto possa procedere speditamente.

Vimercate: ecco il data center all’ex Ibm, le risposte ai nodi principali e sulla salute

Durante l’incontro QTS ha affrontato alcuni dei nodi principali presentando una scheda per rispondere alle domande più ricorrenti che circondano l’arrivo di un data center su un territorio.

Dalle misure per mitigare l’impatto ambientale alle fonti di energia necessarie per alimentare i data center alle risorse idriche per il raffreddamento degli impianti alle ricadute sul territorio e in particolare sulla salute dei residenti. Su quest’ultimo fronte QTS ha assicurato che il data center sarà né più né meno che pari ad un insediamento commerciale o industriale. «Come tutti gli edifici che utilizzano elettricità, i data center generano bassi livelli di campi elettromagnetici – hanno spiegato – dovuti al normale funzionamento dell’infrastruttura elettrica. Questi livelli sono paragonabili a quelli normalmente presenti in abitazioni, uffici ed edifici commerciali tipici».

Sul fronte delle tecnologie che saranno utilizzate QTS ha annunciato di voler realizzare un impianto ultramoderno che punti ad ottenere la certificazione LEED Silver, riconosciuta a livello mondiale e relativa all’edilizia sostenibile. Ultima ma non ultima la questione rumore: secondo quanto riferito dal’azienda il rumore sarà quello legato ai generatori di backup d’emergenza. Questi verranno testati circa 20 minuti ogni mese e non tutti insieme. «In molti casi – hanno precisato – il rumore di fondo esistente, come il traffico stradale nelle vicinanze, sarà superiore al rumore generato durante i test».

L'autore

Giornalista professionista dal 4 luglio 2008, mi sono occupata per lo più di cronaca. Politica, nera e giudiziaria per quotidiani nazionali e settimanali locali. Dallo scorso settembre sono tornata a ilCittadino. Amo la fotografia e i cani perché non usano parole. Che sono preziose. Sono più i dolori delle gioie, ma il giornalismo, per me, è ancora il Mestiere. Con la maiuscola.