Seregno, il Cai apre la stagione estiva del rifugio Longoni: festa in Valmalenco

Il piccolo edificio ricorda due fratelli, caduti eroicamente in battaglia nella prima guerra mondiale, e per la prima volta sarà affidato a due nuovi gestori molto giovani
Seregno Cai rifugio Longoni
Il gruppo presente alla giornata di apertura della stagione estiva nel 2025

Uno degli appuntamenti più tradizionali nel periodo più caldo dell’anno per tanti seregnesi batte alle porte. Sabato 27 giugno, infatti, aprirà la stagione estiva del rifugio intitolato ai fratelli Elia ed Antonio Longoni, militari caduti eroicamente in battaglia nel 1916, durante la prima guerra mondiale, che dal 1938, su una delle più belle balconate della Valmalenco, in territorio di Chiesa in Valmalenco, a quota 2mila 450 metri sul livello del mare, costituisce il fiore all’occhiello della sezione cittadina del Cai, presieduta da Sara Patella.

Cai: al lavoro due nuovi gestori

La giornata di festa consentirà ai presenti di conoscere Valery Gurini e Davide Luzzani, i nuovi gestori, entrambi molto giovani, che hanno da poco raccolto il testimone dalle mani del loro predecessore Eugenio Pedrotti. Il programma prevede la partenza in pullman alle 6 dal parcheggio a fianco del santuario di Santa Valeria. Dopo l’arrivo a Chiareggio, alle 8.30 si comincerà la salita al rifugio, dove alle 11.30 è prevista la celebrazione di una santa Messa. Seguirà alle 12.30 un pranzo, che anticiperà di un paio di ore l’inizio della discesa, per il ritorno a casa.

Cai: è richiesta un’iscrizione tramite internet

Gli interessati possono confermare la loro partecipazione tramite il portale internet www.caiseregno.it. Chi desiderasse approfittare della proposta del pranzo, a fronte di un contributo di 25 euro, è invitato ad inviare una mail all’indirizzo caiseregno@gmail.com.

L'autore

Seregnese, classe 1973, lavoro a “Il Cittadino di Monza e Brianza” dal 1998 e mi occupo dei paesi della Brianza Nord. Presidente del Circolo culturale San Giuseppe di Seregno tra il 2013 ed il 2019, ho curato in prima persona o partecipato alla stesura di più di una ventina di pubblicazioni, tutte riguardanti storie o personaggi della città in cui sono cresciuto e vivo.