C’era l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso martedì mattina all’auditorium Pogliani dell’ospedale San Gerardo a ringraziare il personale medico, infermieristico e amministrativo (in pratica l’intera Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori) che per due anni e mezzo è stato coinvolto in un intervento che il presidente della Fondazione Claudio Cogliati ha definito un insieme di “innovazione, coraggio e tenacia”: la separazione di due gemelle siamesi craniopaghe arrivate dal Senegal nel luglio del 2024. Erano unite “da una fusione cranio-encefalica tra le più rare e complesse mai documentate – ha ricordato l’ospedale – ossa, tessuti cerebrali, vasi sanguigni intrecciati in un’unica struttura“. Una condizione che nel mondo si presenta in un caso ogni 2,5 milioni di nascite “e che, nella sua forma verticale totale, è ancora più eccezionale“. Dal 1950, gli interventi di separazione riusciti si contano sulle dita di poche mani.

Ospedale di Monza, il viaggio del coraggio: la rinascita della gemella siamese arrivata dal Senegal, un’esperienza scientifica di alto livello
Bertolaso, in partenza per New York, ha anticipato che parlerà di questa esperienza in un incontro alla Niaf, la fondazione italo americana che rappresenta i cittadini di origine italiana che risiedono negli Stati Uniti.
A raccontare un’esperienza appagante a livello scientifico (come sottolineato dallo stesso Bertolaso), ma ricca di momenti di grande pathos e commozione sono stati alcuni dei protagonisti. Tra loro il neurochirurgo Carlo Giussani che ha ricostruito passo dopo passo le fasi del percorso clinico delle due gemelline: le verifiche di fattibilità, le consultazioni con il comitato etico scientifico, lo scambio di informazioni e di esperienze con medici lombardi, ma anche stranieri (tra loro il neurochirurgo americano Christopher Gordon, anch’egli presente martedì mattina), gli studi attraverso simulazioni con il metaverso e modelli fisici, l’intervento di colleghi di altri ospedali nei momenti più difficili, l’andamento degli interventi, l’ultimo dei quali durato circa 40 ore. Una delle bimbe, quella che fin dagli inizi si era rivelata più fragile, non ce l’ha fatta.


Ospedale di Monza, il viaggio del coraggio: la rinascita della gemella siamese arrivata dal Senegal, il percorso riabilitativo a Bosisio Parini
«Siamo intervenuti per la separazione definitiva quando una delle piccole era oramai senza vita – ha ricordato – ma c’è stato un rispetto sacrale della morte. C’era chi passava gli strumenti piangendo. La cosa più bella è stata la fiducia che la famiglia di queste bimbe ha riposto in noi. Ancora oggi i genitori ci dicono che ci vogliono bene» ha concluso visibilmente commosso.
La gemellina ora sta seguendo un percorso riabilitativo alla Nostra Famiglia di Bosisio Parini. «All’inizio era molto spaventata – ha sottolineato il medico che la assiste – ma piano piano sta prendendo confidenza con tutti noi. Mangia e beve da sola, gioca in autonomia con i giocattoli e fa anche i capricci».
Le gemelline erano giunte a Monza grazie all’intervento e al coordinamento della Smile House Fondazione ETS (con la quale il San Gerardo ha firmato un protocollo d’intesa). Il suo presidente Domenico Scopelliti ha rammentato, tra l’altro, l’arrivo in Italia delle piccole a bordo di un aereo messo a disposizione dall’Aeronautica Militare.
A prendersi cura, a livello economico, della famiglia senegalese è un imprenditore loro connazionale – Mouhamad Rassoul Dieng, presidente e fondatore della Fondazione che porta il suo nome – che ha ricordato nel suo intervento l’importanza della scienza e della solidarietà e ha rivolto un pensiero alla moglie venuta a mancare mentre le due gemelline erano affidate al San Gerardo.