A pochi giorni dall’assemblea decisiva, esplode il caso Aias Monza: espulsioni e sospensioni di soci accendono lo scontro interno. L’avvocato Francesco Cirillo parla di intervento mirato a condizionare il voto e denuncia un attacco alla democrazia associativa.
AIAS Monza, il voto sotto sfratto: il comunicato stampa di Cirillo
Cirillo con un comunicato stampa denuncia con forza: “La delibera con cui Aias Nazionale ha disposto, in data 16 aprile 2026, l’espulsione di alcuni soci, tra cui lo stesso Cirillo, e la sospensione di altri associati, non è un atto neutro né un semplice provvedimento interno, ma appare come un gesto gravissimo, intimidatorio e palesemente finalizzato a colpire il libero esercizio del voto dei soci”.
“La questione è clamorosa nella sua evidenza. Il Presidente del Tribunale di Monza, con decreto del 17 marzo 2026, ha nominato un curatore speciale affinché convocasse l’assemblea dei soci per consentire democraticamente la relazione e le proposte dei consiglieri, l’elezione del Presidente e l’elezione del nuovo Consiglio direttivo. Successivamente, in data 10 aprile 2026, il curatore speciale ha formalmente convocato l’assemblea per il 22 e 23 aprile 2026. Solo dopo questi due atti, AIAS Nazionale ha deliberato le espulsioni e le sospensioni.
La sequenza temporale non lascia spazio a letture di comodo: prima il Tribunale restituisce la parola ai soci; poi viene convocata l’assemblea; infine, a ridosso del voto, vengono espulsi e sospesi alcuni soci. È difficile immaginare un quadro più chiaro di questo per comprendere il senso dell’operazione: intervenire sulla platea dei votanti dopo che il giudice ha ordinato il ritorno alla democrazia associativa.
Non siamo dunque di fronte a un contrasto associativo fisiologico. Siamo di fronte a un atto che, nei fatti, pretende di selezionare chi può partecipare al voto e chi deve esserne escluso, alterando la libera formazione della volontà assembleare. Si tratta di un comportamento che colpisce al cuore la vita democratica di Aias Monza e che rivela la volontà di impedire ai soci di scegliere liberamente il proprio futuro.
Ancora più grave è il fatto che tale iniziativa si collochi in un contesto nel quale, secondo i soci ricorrenti, mente all’assemblea dei soci la nomina e la revoca degli organi sociali e le deliberazioni sulla responsabilità dei loro componenti.
Sempre negli atti di causa si evidenzia inoltre che Aias Monza ha piena autonomia gestionale, patrimoniale, amministrativa e contrattuale, principio che viene richiamato come fondamento dell’autonomia dell’associazione monzese rispetto alla struttura nazionale”.
Per Francesco Cirillo, dunque, “non vi è più alcuna ambiguità: Aias Nazionale sta operando contro la libera espressione del voto democratico dei soci di Aias Monza. Non si vuole consentire che l’assemblea, convocata in esecuzione di un provvedimento del Presidente del Tribunale di Monza, si svolga in modo libero, trasparente e realmente democratico. Si vuole invece arrivare all’assemblea avendo già epurato, sospeso o intimidito una parte dei soci”.
AIAS Monza, il voto sotto sfratto: la dichiarazione
«Qui siamo oltre ogni limite – dichiara l’avvocato – Il Presidente del Tribunale di Monza ha stabilito che debba essere l’assemblea dei soci a eleggere democraticamente il nuovo Consiglio direttivo. AIAS Nazionale, invece di rispettare quel percorso, interviene dopo la convocazione dell’assemblea con espulsioni e sospensioni. Il messaggio è fin troppo chiaro: vogliono decidere loro, a tavolino, chi possa votare e chi no. È un abuso intollerabile. È un sopruso. È un attacco diretto alla democrazia associativa. Quando si colpiscono i soci alla vigilia dell’assemblea, non si sta amministrando un’associazione: si sta tentando di manipolare il voto. L’azione di responsabilità, la scelta degli organi sociali, il futuro di AIAS Monza spettano ai soci di AIAS Monza, non ad AIAS Nazionale. Nessuno può usare provvedimenti autoritativi per soffocare la volontà democratica dell’associazione territoriale. Nessuno può piegare le regole per impedire ai soci di esprimersi liberamente. Per questo reagiremo con la massima determinazione in ogni sede. Perché qui non è in gioco solo una vicenda interna: qui è in gioco un principio elementare di libertà associativa e di rispetto del voto democratico».