Nova Milanese: Ecomuseo a rischio, appello dei fondatori «per non farlo morire»

L'appello della fondatrice dell’associazione culturale Il Cortile per non far morire l'Ecomuseo di Nova Milanese.
Nova Milanese
Nova Milanese

«Non facciamo morire l’Ecomuseo». È l’appello accorato a Nova Milanese di Mariuccia Elli, fondatrice dell’associazione culturale Il Cortile. Un impegno, quello del Cortile, che l’anno scorso ha raggiunto il lusinghiero traguardo del mezzo secolo. Un lavoro costante sul territorio partito con l’obiettivo di coinvolgere i ragazzi “giro” per la città. «Abbiamo iniziato su invito di don Bruno Meani» ha ricordato la Elli.

Con la costituzione del Gruppo di ricerca e canto popolare ha avviato un percorso per la costituzione dell’Ecomuseo che venne riconosciuto dalla Regione Lombardia nel 2008, l’atto costitutivo, riportato anche sul sito porta la firma del sindaco di allora Laura Barzaghi. Un riconoscimento che non vale “per sempre”, ma l’accreditamento dell’Ecomuseo, come tale, va rinnovato, e il rinnovo avviene solo a determinate condizioni.

Nova Milanese: Ecomuseo a rischio, la creazione

«Abbiamo lavorato tanto come gruppo per realizzare il progetto dell’Ecomuseo – ha ricordato ancora Elli convegni, ricerca, recupero della tradizione del pan gialt, recupero di materiali suppellettili da tutti i cittadini che hanno voluto donarli, installazione dei totem per la città che ricordano la storia di corti e cortili. Abbiamo anche lavorato per una sede inaugurata in villa Brivio, ma chiusa da ormai più di sei, da prima del Covid; allo stesso modo dopo il Covid tutti i materiali raccolti e prima collocati alla media Segantini sono stati spostati in depositi e lì sono abbandonati». E ha proseguito: «Come gruppo abbiamo “donato” l’Ecomuseo al Comune, perché era giusto che fosse patrimonio della città, ma chiediamo che se ne prenda cura».

Nova Milanese: Ecomuseo a rischio, la situazione

Il Centro di documentazione dell’Ecomuseo è presso la sede dell’Associazione Culturale il Cortile in via Da Vinci, ma ci sono altre sezioni: la sede istituzionale in villa Brivio chiusa da tempo, la sezione antropologica, ospitata per un po’ di anni nelle aule della Segantini è stata smantellata per necessità di spazi da parte della scuola; la sezione agricola situata nel giardino della stessa scuola Segantini, invece, è stata danneggiata da atti vandalici e non più recuperata; la sezione più curata è, senza dubbio, quella liturgica che si trova nella sala Giovanni XXIII adiacente la chiesa parrocchiale di Sant’Antonino Martire.

Anche il sito è fermo da “qualche” anno tanto che viene ricordato il quarantesimo anniversario dell’Associazione.

«Non abbiamo dimenticato l’Ecomuseo – ha spiegato l’assessore alla cultura Aurelio Tagliabuema bisogna fare una riflessione più ampia: bisogna fare una selezione dei materiali, e bisogna anche cercare di renderlo più fruibile».

L'autore

Amo scrivere, leggere e praticare sport. Ho all’attivo diverse pubblicazioni di taglio giornalistico legate alla storia locale. Scrivo di tutto, ma quello che più mi appassiona sono le interviste a personaggi con storie particolari.